365 giorni, Libroarbitrio

Il Decadentismo

Roma 6 settembre 2013

Decadentismo

Con tale termine ci si riferisce, in senso lato, a un movimento di pensiero tipico dell’Europa di fine Ottocento, che, partendo dalla coscienza della decadenza di un mondo e di una cultura, espresse la propria reazione a essi in varie e articolate forme artistiche.

Iniziato in Francia soprattutto con la poesia simbolista, si manifestò come opposizione al naturalismo e alla compostezza classica della poesia del Parnaso, attraverso l’ansia del nuovo e il disdegno per l’antico, l’esaltazione della stravaganza e del mistero, la sfiducia nella possibilità della conoscenza razionale e l’intuizione mistica, la scoperta dell’inconscio e la folgorazione della poesia.

In Italia assunse i caratteri di un sensuale, talvolta esasperato, estetismo.

Tipici rappresentanti in poesia ne furono D’Annunzio, che esaltò la vita come puro ritmo e fece delle sue liriche una musica di sensazioni ora intime e segrete ora violente, e Pascoli, che nella poetica del “fanciullino” espresse con simbolismo una visione della vita come mistero.

Il senso di un mondo di forme e di ideali ormai finiti, la stanchezza spirituale e l’insicurezza permearono di sé anche la letteratura del primo Novecento, come dimostrarono la poesia crepuscolare di Gozzano e Corazzini, la prosa di Fogazzaro e il teatro di Pirandello.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Anton Cechov e i suoi racconti grotteschi e surreali sulla società

Roma 9 agosto 2013

Anton Cechov scrittore

Anton Cechov dedicò l’intera sua vita all’attività letteraria.

Convinto assertore dell’impegno sociale in uno stato, la Russia della seconda metà dell’Ottocento, dove gran parte della popolazione viveva in condizioni di miseria e semi-schiavitù, Cechov trascorse volutamente un anno in una colonia penale di deportati in Siberia, per poter scrivere con scrupolosa documentazione un libro-inchiesta sulla condizione  dei condannati ai lavori forzati.

Successivamente acquistò una piccola tenuta di terra  per sperimentare il modo di vita dei contadini  poveri, a beneficio dei quali impegnò i suoi guadagni di scrittore  per costruire scuole, strade ed ospedali.

Nel 1900 divenne membro onorario  dell’Accademia russa degli scrittori, dalla quale si dimise due anni  più tardi  per protestare contro l’espulsione  dalla stessa, voluta dallo zar, dello scrittore Maxim Gorkij.

Morì in Germania nel 1904.

I suoi racconti e le commedie furono molto influenzati dalla riflessione sulla decadenza della società zarista della quale fu un grande accusatore  e le cui miserie quotidiane seppe descrivere con grande capacità di penetrazione, in modo più ironico e grottesco  nella produzione giovanile, più amaro e rassegnato in quella dell’età matura.

“La Decorazione”

Nei racconti Cechov dipinge lo squallore della società russa di fine secolo attraverso quadri impietosi della vita quotidiana, in cui agiscono borghesi arrivisti, burocratici cinici, nobili senza valori ideali, uomini  e donne attenti solo alle apparenze e alla difesa del proprio rango, individui vittime dei pregiudizi e dell’ignoranza del tempo.

Il racconto La Decorazione è stato pubblicato nel 1884.

Vi si riconoscono tratti di comicità, ironia e ridicolaggine dei personaggi, assurde marionette di un teatrino grottesco, quasi surreale.

A domani

LL

 

 

365 giorni, Libroarbitrio

Strano, geniale, scapigliato : Erik Joahn Stagnelius

Roma 27 luglio 2013

Vedi il mare? Giunge in corsa inquieta

e tende le smaniose braccia azzurre

e si stringe al petto la testa,

coronata da gigli, sotto le luci

nuziali del cielo immenso.

Guarda, arriva. Il cuore gonfio si erge

di desiderio, le braccia fremono.

Invano. Non esiste desiderio

sotto la luna cui sia concesso realizzarsi .

Anche la luna dura un istante.

Il mare affonda nella sua delusione,

e le onde sdegnose

fuggono la riva sospirando.

Senti? Sussurra il vento nel bosco

fra le alte cime dei pioppi.

Con il linguaggio crescente dei sospiri

grida, si strugge, implora

un corpo, per unirsi in matrimonio

a Flora, figlia dell’estate.

Ma le voci già svaniscono,

sull’arpa eolia delle fronde muore

l’eco, e il canto dei cigni.

da Il mistero dei sospiri di Erik Joahn Stagnelius

Il poeta svedese nacque nel 1793 nell’isola di Oland.

Non si hanno di lui notizie biografiche  precise, si sa solo che, malfermo di salute, condusse una vita solitaria contrassegnata dall’abuso di alcool ed oppio.

Dai letterati del tempo fu definito ” strano, geniale, scapigliato”.

Morì a Stoccolma nel 1823.

Importante figura del Romanticismo svedese, Stagnelius, lasciò  alcune opere teatrali e una vasta produzione di poesia epica e lirica.

Affine a Shelley, Novalis, Baudelaire, tra gli ultimi bagliori  del neoclassicismo e le anticipazioni del Decadentismo, raggiunse il vertice della sua aspirazione con le liriche di Gigli di Saron, in questa raccolta affiorano slanci ascetici e turbamenti sensuali, si intrecciano pensieri celesti e terreni, si contrastano erotismo e platonismo in un insieme di ansie, struggimenti ed estasi, come erge anche dalla lirica di questa pagina.

A domani

LL