365 giorni, Libroarbitrio

Lié legge .Lié. per la Società Dante Alighieri con il poeta Giovanni Zamponi

Lié Larousse Società Dante Alighieri

Amor, ch’a nullo amato amar perdona …
scrisse nell’inferno tra gli inferi della sua mente il nostro buon poeta Dante Alighieri, e per onorare tanta geniale follia questo pomeriggio alle 17:30 l’autrice
Lié Larousse dialogherà, in quel di Fermo, del suo libro di poesie .Lié. , Miraggi Edizioni, con i ragazzi dell’Università di Bologna e il poeta Giovanni Zamponi, ospite della Società Dante Alighieri.

Se vi trovate nelle #Marche ,a #Fermo , attenti a non inciampare tra Inferno e Paradiso, che il Purgatorio non è per tutti🍻

Progetto fotografico e copertina di Gabriele Ferramola

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#comitatodifermo  #societadantealighieri #poesia #miraggidaleggere #dantealighieri

 

365 giorni, Libroarbitrio

L’ascesa del Popolo

Roma 9 febbraio 2013 

Arti al governo

Nella tematica d’amore, che viene privilegiata nella lirica della poesia retorica, come s’è visto, spicca il tema della gentilezza come conquista individuale, pregio non di una stirpe ma dell’uomo che sa essere superiore.

Quegli stessi anni segnano anche la massima ascesa del popolo al governo della città, intendendo per popolo in particolare  i commercianti, i banchieri, i membri della borghesia degli uffici, i grandi uomini d’affari che si son venuti distinguendo dai ceti artigiani tanto da costituire quasi una nuova aristocrazia, l’aristocrazia del denaro che si identifica pressapoco con il partito guelfo. Accompagnò questo processo una dura, talora sanguinosa lotta contro l’aristocrazia nobiliare, la quale poco a poco cedette il potere, specie dopo la sconfitta ghibellina di Benevento del 1266. Il dominio guelfo si risolse con l’avvento, al governo del comune, delle Arti ossia degli organismi  del potere economico, attraverso i priori, che ne erano i capi elettivi, e che vengono ora a costituire il massimo organo politico della città. La promulgazione degli Ordinamenti di giustizia ad opera di Giano della Bella nell’ultimo decennio del secolo 1293 costituisce un punto fermo in questa avanzata del cosiddetto popolo grasso sostenuto dalle classi medie degli artigiani e dei piccoli operatori, degli intellettuali, perché la nuova costituzione escludeva i grandi, ossia i nobili, dalle cariche pubbliche, a meno che non fossero iscritti alle arti, non si fossero cioè integrati nelle istituzioni borghesi. Tuttavia lo sviluppo non avvenne senza crisi e lacerazioni, poiché la complessa composizione del popolo fiorentino, la persistenza di rivalità familiari, il contrasto ricreato all’interno della parte guelfa fra sostenitori dell’egemonia papale e oppositori di questa svolta politica, portarono ad una serie di disordini, fra cui l’emblematica lotta fra Bianchi (nemici della supremazia papale)  e Neri ( disponibili ad una stretta alleanza con la Curia pontificia). Dante segnalerà il fenomeno quando accuserà la presenza in tutte le città d’Italia di “tiranni” venuti fuori dalle lotte di parte.

In realtà, tutti questi fenomeni politici e culturali contribuirono alla formazione di Dante Alighieri, il quale fra Due e Trecento segna per la cultura italiana una tappa fondamentale.

A domani

LL

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Sperimentazione Realistica

Roma 8 febbraio 2013

Lo Stilnovo di Cecco Angiolieri

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La dolcezza era la fondamentale novità del nuovo stile, ma essa non era solo il frutto di una  raffinata scelta linguistica; comportava invece la scelta di tutto un mondo di valori umani simboleggiati dall’Amore, inteso come vita esclusiva dell’anima dedita ad uno sforzo di elevamento spirituale e intellettuale, alla meditazione del suo destino esistenziale, all’indagine dei suoi moti interiori.

Lo stilnovo rappresentava la punta avanzata della intellettualità fiorentina di fine Trecento, tesa a trasferire la cultura delle scuole nel vivo dell’esperienza umana. Ma l’operazione era essenzialmente aristocratica, il linguaggio stilnovistico non si misurava con le cose di ogni giorno, né interveniva su temi più strettamente collegati col mondo politico. Era, almeno in Cavalcanti e Dante, impegno culturale, non evasione, eppure mirava a restringere l’agibilità della poesia  entro un cerchi di raffinata distanza dal mondo esterno. Anzi tendeva a dissolvere ogni riferimento esterno nell’evanescenza di un tempo ideale, secondo una direzione che rimarrà pressoché costante nella lirica italiana.

La peculiarità di questa direzione non sconosciuta alla poesia provenzale, anzi in parte ad essa risalente, provocò quasi un contraccolpo nella cosiddetta poesia realistica, la quale recuperava le voci popolari, escluse per il loro stridore e la materialità del senso dalla scelta aristocratica della lirica d’amore, gli aspetti dell’esistenza rimossi dalla tensione mistica propria della poesia d’alto stile.

Realismo vuol dire in questo caso  rifiuto della idealizzazione, gusto del comico, del volgare, utilizzato in senso satirico e burlesco, non maggiore aderenza alla realtà umana, alla realtà sociale, le quali vengono comunque deformate dall’immaginazione per rispondere  al piacere, spesso bizzarro, di capovolgere i valori positivi del bello e del buono.

Famoso interprete di questo gusto letterario fu Cecco Angiolieri  – 1260/1313 – , nativo di Siena, alcune notizie della sua vita, condanne per inosservanza delle leggi e risse , sembrano avvalorate dalla spregiudicatezza dei suoi versi, che rivelano quasi il piacere di manifestare la miseria, la sregolatezza, i vizi pratici. Soprattutto la scoperta contrapposizione di una donna avida e sgradevole dal nome orribile, la Becchina, al personaggio angelico dello stilnovo, indica il carattere subalterno di questa poesia, che si muove, con intenti satirici e parodistici, sul modello anch’esso stilizzato e retorico del comico. Cecco ebbe con Dante uno scambio di scortesie e di ingiurie, e si accomunò nel sonetto  Dante Alighier s’io son buon bagolardo  al poeta fiorentino per la disonorevole sventura, la miseria, l’esilio e la forzosa condizione di cliente. Mentre altrove, specie nel sonetto  S’ì fosse foco il ribaltamento dei valori morali e la confessione della propria natura demoniaca hanno un esito fantasioso.

A domani LL