365 giorni, Libroarbitrio

BUONA LA PRIMA – BLACK OUT a teatro! Gianluca Pavia al Flaiano con l’attore Caterpillar

E’ stato per l’autore Gianluca Pavia emozionante presentare il suo romanzo #BLACKOUT al teatro Flaiano nel cuore di Roma.
Con la sempre pirotecnica lettura di Caterpillar, aka Frank Pelta   divertito il pubblico ha indossato i panni di Nick, protagonista del romanzo,  un trentenne incline all’uso degli stupefacenti e vittima di improvvisi vuoti di memoria, con un presente difficile ed il sogno nel cassetto di scappare in Messico, alle prese con il trasporto pubblico e la sua fauna.

 

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Ti condurrò fuori dalla notte” Giampaolo Pansa

Arlene Graston

Come le sembrava brutto, quell’uomo!
Brutto e abbastanza vecchio. Un magrone stagionato e rinsecchito, la fronte ossuta, le labbra avare.
Gli occhi no: erano di una persona triste, o sorpresa dal fotografo in un momento di malinconia, però possedevano un guizzo che l’attraeva, di determinazione e di dolcezza.
L’insieme le suggeriva un tipo abbastanza sicuro di sé, abituato a fare da solo, pratico. Ma anche alle prese con qualche pena segreta, immaginò lei, pur domandandosi se quest’ultima suggestione non le fosse dettata dal proprio stato d’animo, ossia dalla delusione disperata che l’assaliva in quegli istanti.
Nella sua casa di Parigi, Angela Mercier prese una lente d’ingrandimento e si chinò sulla pagina del “Corriere della Sera”, a scrutare con attenzione la fotografia dello sconosciuto. Ma da quello studio non ricavò nulla di nuovo. A parte una costatazione che riguardava lei: il suo cuore batteva sempre più svelto.
E le ordinava di piangere.

365 giorni, Libroarbitrio

Thomas Stearns Eliot “Animula”

Roma 18 novembre 2013

T.S.Eliot

” Esce di mano a Dio, l’anima semplicetta”
Giunge in un mondo piatto di luci cangianti e rumore,
che è chiaro o scuro, umido o secco, freddo o caldo;
sgattaiola fra le gambe di sedie e giocattoli,
avanza ardita, si spaventa subito,
si rifugia nel cantuccio di braccia e ginocchia,
vuole essere rassicurata, trova piacere
nella fragranza luccicata dell’albero di Natale,
trova piacere nel vento, nel sole che splende e nel mare;
studia i giochi di luce sul pavimento
e i cervi che corrono intorno a un vassoio d’argento;
confonde quel che ha intorno con la fantasia,
appagata dalle carte e da re e regine,
dalle imprese delle fate e dai racconti della servitù.
Il duro fardello dell’anima che cresce
imbarazza e offende sempre più, di giorno in giorno,
di settimana in settimana, sempre più offende e imbarazza
con gli imperativi di “essere  e sembrare”,
“si può e non si può”, desiderio e controllo.
La pena di vivere e la droga dei sogni
raggomitolano l’animuccia nel vano della finestra
protetta dall’Enciclopedia Brittanica.
Esce di mano al tempo l’anima semplicetta
irresoluta ed egoista, sgraziata, zoppa,
incapace di andare avanti o retrocedere,
temendo la calda realtà, il bene offerto,
negando il pungolo del sangue,
ombra delle proprie ombre, spettro nel proprio buio,
lasciando carte in disordine in una stanza polverosa,
vivendo per la prima volta nel silenzio dopo il viatico.

Prega per Guiterriez, avido di velocità e potenza,
per Boudin, dilaniato da un’esplosione,
per questo che fece un’ingente fortuna,
e quello che andò per la sua strada.
Prega per Florent, che i segugi uccisero fra i tassi,
prega per noi ora e nell’ora della nostra nascita.

Da T.S.Eliot, Il sermone del fuoco, a cura di Massimo Bacigalupo, “Corriere della sera”, Milano 2012

A domani
Lié Larousse