365 giorni, Libroarbitrio

“Il sorriso ai piedi della scala” Henry Miller

Tereza Vlcková

Nulla poteva offuscare lo splendore dello straordinario sorriso dipinto sul melanconico volto d’Augusto.
Sulla pista,
quel sorriso aveva qualcosa di particolare,
di astratto,
d’infinito:
esprimeva l’ineffabile.

Ai piedi d’una scala tesa verso la luna,
Augusto si sedeva in contemplazione,
fisso il sorriso,
perduti lontani i pensieri.
Questa simulazione d’estasi,
che egli aveva portato a perfezione,
faceva sempre una grande impressione sul pubblico:
pareva il sommo della stravaganza.

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365 giorni, Libroarbitrio

Robert Walser: ironico dalla piccola prosa in poesia

Roma 11 ottobre 2013

Robert Walser

Pioggia  leggera

Cadeva la pioggia, leggera, leggera

(in una maniera,

che con tutta la mia buona volontà

non riuscirò a dirvi)

su quel grand’uomo dignitoso e pacato,

di genio illuminato,

di fama incoronato,

che stava lì serio e sovrano

tenendo(…) in mano.

Mentre la sua consorte il caffè beve

sui monti c’era, eterna, la neve,

la vedevano chiaramente.

Lui la guardava crudelmente,

freddo ed elegante,

giovane e vecchio, affascinante.

Il grand’uomo mise le mani nelle tasche

e poi gettò uno sguardo fugace

sulla propria attività fino a quel giorno,

al sanatorio c’erano betulle tutt’intorno

e frusciavano.

“Contemplazione”

I libri eran già stati tutti scritti,

ogni azione sembrava già compiuta.

Ogni cosa dai suoi begli occhi veduta

nasceva da fatiche precedenti.

Le case, i ponti e la ferrovia

eran certo notevoli scoperte.

Lui pensava all’impavido Laerte,

a Lohengrin e al suo cigno così mite,

ed ogni cosa grande era ormai fatta,

nata in un lontanissimo passato.

Fu visto cavalcare a perdifiato.

La vita stava a riva come una chiatta

che non sa più cullarsi, scivolare.

Da “Poesia”, n.50, aprile 1992, traduzione di Renata Buzzo Màgari

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

La poesia del ‘900 in Asia con Rabindranath Tagore

Roma 5 settembre 2013

Rabindranath Tagore poeta indiano

La poesia asiatica del Novecento testimonia la complessa e sofferta storia di molti suoi popoli.

Dalle tensioni mediorientali dovute allo scontro arabo-israeliano e alla rivendicazione del popolo palestinese al riconoscimento della propria identità culturale e politica, ai confini nell’area sudorientale quale conseguenza della politica imperialistica americana, alle profonde e spesso dolorose trasformazioni sociali e politiche della Cina, la poesia è ovunque strumento di lotta, documentazione, inno ai diritti universali dell’uomo.

In Giappone i componimenti poetici, a differenza della narrativa, rimangono staccati dagli eventi storici e continuano a essere pura voce dell’anima che medita su se stessa e contempla la natura.

In India il canto del suo più grande poeta, Rabindranath Tagore, rappresenta la continuità di un’antica cultura sulla ricerca di profonde esperienze mistiche.

A domani

LL