365 giorni, Libroarbitrio

.storia di una storia che non finirà mai di essere scritta. – Lié Larousse

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.storia di un mago
che sapeva fare solo magie d’apparizione
ma che nella vita voleva fare anche altro,
tipo le magie di sparizione
ma lui sapeva fare solo il mago delle magie d’apparizione
allora una sera troppo arrabbiato decise di farla finita!
ed apparì al contrario,
restando immobile di spalle al suo pubblico
tanto per dare l’idea
che sarebbe sparito
o che almeno se ne sarebbe andato,
prima o poi.

L.L.

DuediRipicca Miraggi edizioni
#SERGIOMARTINEZPINTOR #lecirque

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365 giorni, Libroarbitrio

L’illusionista Sylvain Chomet e il confine del disarmonico mio

disponetevi tutti ad una discreta distanza
voi là
miei mostri
miei provocatori
difformi e dissennati
miei dispari miei differenti
voi miei dissepolti
miei disturbatori di disordine
disponetevi tutti da quella parte
proprio là
quello
è il confine del disarmonico, mio.

l'equilibrio

365 giorni, Libroarbitrio

“Il sorriso ai piedi della scala” Henry Miller

Tereza Vlcková

Nulla poteva offuscare lo splendore dello straordinario sorriso dipinto sul melanconico volto d’Augusto.
Sulla pista,
quel sorriso aveva qualcosa di particolare,
di astratto,
d’infinito:
esprimeva l’ineffabile.

Ai piedi d’una scala tesa verso la luna,
Augusto si sedeva in contemplazione,
fisso il sorriso,
perduti lontani i pensieri.
Questa simulazione d’estasi,
che egli aveva portato a perfezione,
faceva sempre una grande impressione sul pubblico:
pareva il sommo della stravaganza.

365 giorni, Libroarbitrio

Gratuita la prima domenica del mese ai musei dello Stato!

L’arte in ogni sua forma ci nutre. Letteratura, pittura, musica, teatro, fotografia, fumetto, cinematografia,  arti circensi e quelle visive tutte!

Be, se possiamo, chi può, ne approfitti:

BEVIAMO E MANGIAMONE TUTTI!

E’ la prima applicazione della norma del decreto Franceschini, in vigore dal primo luglio 2014, che stabilisce che ogni prima domenica del mese non si pagherà il biglietto per visitare monumenti, musei, gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali dello Stato.

Domenica al museo

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Follow the sun” Spettacolo di Circoteatro

Un’idea da mettere in movimento

realizzare questo spettacolo

potrebbe diventare qualcosa d’importante

il nuovo circo a Roma negli ultimi dieci anni

è stato portato avanti soprattutto dalla condivisione

e dalla partecipazione dei suoi appassionati

si è evoluto lentamente

con grande sforzo

ottenendo ogni successo

sempre solo con le sue forze

e in questi ultimi tempi

si stanno realizzando i frutti di quegli anni

da Roma

dalle sue strade

e da tutti i suoi posti ho imparato tantissimo

e ora è il momento di restituire quello che ho preso

con gli interessi

realizzando qualcosa che abbia un valore

durante tutto il processo creativo

e che continui a coinvolgere nuove persone lungo la sua strada

e quindi sono andato a dare un’occhiata fuori

per poter essere in grado anch’io

di poter dare un piccolo contributo

a quel che sarà

il seguito della storia

il circo esisterà finché ci sarà un attore

disposto a rischiare fino all’orlo del baratro

e delle persone attorno a lui che lo sostengono

il premio alla fine di tutto

è poter godere insieme dell’impresa riuscita

portando il circo nel teatro si creano delle storie incredibili

per qualche manciata di minuti

tutto diventa possibile

Follow the Sun

Seguire il Sole

non per scappare lontano

ma per far fiorire

quel che si ha intorno

e condividere il suo calore con chi è sulla strada con te

seguire il sole e la VITA

nel loro fluire

cercando di scivolarci dentro

andando a loro stesso ritmo

creando tu

qualcosa di bello

Leonardo Varriale

“Se si insegnasse la bellezza alla gente
la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione
la paura e l’omertà
E’ per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza:
perché in uomini e donne non si insinui più
l’abitudine e la rassegnazione
ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”

Peppino Impastato

SOSTIENI ANCHE TU IL PROGETTO!

Ringrazio in anticipo tutti VOI miei lettori
Lié Larousse

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365 giorni, Libroarbitrio

Corrado Govoni “La Trombettina”

Roma 17 settembre 2013

La Trombettina

Ecco che cosa resta

di tutta la magia della fiera:

quella trombettina,

di latta azzurra e verde,

che suona una bambina

camminando, scalza, per i campi.

Ma, in quella nota sforzata,

ci son dentro i pagliacci bianchi e rossi,

c’è la banda d’oro rumoroso,

la giostra coi cavalli, l’organi, i lumini.

Come, nel sgocciolare della gronda,

c’è tutto lo spavento della bufera,

la bellezza dei lampi e dell’arcobaleno;

nell’umido cerino d’una lucciola

che si sfa su una foglia di brughiera,

tutta la meraviglia della primavera.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Tutto inizia e finisce con il Circo VI

Roma 6 gennaio 2o13

Il  giullare quindi funge da gazzetta, oltre che da grezzo contenitore del sapere orale dell’epoca, nonché infine da depositario di quell’insieme di miti e leggende che sono alla radice della memoria collettiva di ogni popolo e in cui si rispecchia la coscienza della propria identità. Si può dunque dire che il giullare era un mezzo di comunicazione di massa ante litteram, svolgeva cioè le funzioni che oggi svolgono la radio, la televisione, i giornali, fornendo evasione, divertimento e conoscenza; così i testi giunti a noi  per esempio raccontano, attraverso i cantori che nel 1373 percorrevano le strade di Venezia, le notizie riguardanti la guerra tra Venezia e Padova (Ugolini 1933).

Pompeo Molmenti (1910) così cita :

  ” Per le vie si ripetevano liberi sonetti satireggianti la nobiltà, si ascoltavano poesie intorno a guerre e avvenimenti politici, come quando nel 1373 la Repubblica era in guerra con il signore di Podova e per le strade di Venezia le popolane che andavano ad putheum pro auriendo aquam , per unum pecium ad audiendum canere  unam cancionem facta de novo de paduanis “. 

Il giullare inoltre rappresenta in buona misura il polo laico della cultura del suo tempo, ponendosi come contraltare alla figura del chierico. Infine funge da elemento catalizzatore per la formazione di una lingua, di una cultura e di una coscienza nazionale comune. Si sottolinea quanto profondamente doveva agire nell’inconscio popolare l’effetto delle parole del giullare, il quale rappresentava un modello da imitare dal punto di vista linguistico, infatti, insieme al prete, egli era spesso l’unica autorità culturale con cui confrontarsi nella quotidianità, possiamo immaginare che anche quando il giullare scendeva dal palco e si sedeva a tavola con i suoi ospiti non cessasse affatto la sua opera di istruzione e di informazione. Benché già nel 1914 Ezio Levi avesse affermato: “Solo i giullari durante parecchi secoli furono la letteratura italiana”, purtroppo, ad oggi il contributo dei giullari all’elaborazione della nostra lingua deve  ancora essere messo in rilievo dalla critica letteraria.

Con questo pensiero Di Levi chiudo questa settimana di studio della letteratura giullaresca, una chiusura tra virgolette perché per un cantastorie non ci sono porte da chiudere.

Quindi a domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Tutto inizia e finisce con il Circo V

Roma 5 gennaio 2013

L’importanza letteraria dello  spettacolo dei giullari 

Oveunqua eranu iullare,

tutti currunu per iocare:

cythari cum timpani et sambuci,

tutti gianu cantando ad alta voce.

Così viene descritto con incantevole semplicità l’accorrere festoso della gente all’arrivo del giullare. Così l’incanto e la magia avvolgevano lo spettacolo del giullare, la sua esibizione sul palco di legno da lui stesso allestito era un evento colmo di valenze mitiche ed emotive, ma era anche occasione di apprendimento e di conoscenza. I giullari infatti propagavano idee e notizie degli altri paesi; gli avvenimenti storici e di cronaca che essi narravano erano spesso l’unica occasione per mettersi al corrente di quanto avveniva fuori dell’ambito limitato delle proprie mura: il giullare si fa strumento di circolazione delle mode, dei costumi e di pensiero, talvolta anche diventando veicolo di eresia o di idee politiche comunque sovvertitrici. Infatti il re di Francia Carlo VI dovette nel 1395 emanare un editto da cui si evince chiaramente che nei canti dei giullari si trattavano argomenti scottanti e politicamente delicati:

Tratto da un manoscritto dell’epoca, testo francese tradotto in italiano, Gautier  1878

” Noi proibiamo a tutti i dettatori, autori di detti e di canzoni e a tutti gli altri menestrelli e ripetitori di detti che non facciano, dicano, né cantino, né in piazza né altrove, alcun detto, rima o canzone che faccia menzione del Papa, del Re nostro signore, dei signori di Francia,  e a riguardo di coloro cui tocca la cura dell’unione della Chiesa (…) sotto pena (…) di essere messi in prigione due mesi a pane ed acqua”.

Anche in Italia poteva avvenire che i giullari, per passione o interesse, fossero politicamente schierati.

Editto emanato nel 1252 dal podestà di San Gimignano, dove si mette in guardia chiunque dal cantare sui Guelfi e Ghibellini:

” Quod nulla persona castri et curtis S Gem, canere debeat aliquas cantiones inter (…) Guelfis et Ghibillinis.” 

E’ probabile che proprio questa pericolosità politica fosse alla base delle molte persecuzioni ed interdizioni che hanno accompagnato lo svolgersi delle loro vicende lungo il corso dei secoli. E’ comunque grazie a questa funzione di professionista dell’informazione (funzione esplicitamente ammessa nel manoscritto duecentesco della Biblioteca Nazionale di Parigi lat. 14859 ), oltreché dell’intrattenimento, che la sua presenza nelle corti è gradita e richiesta: il migliore, e spesso l’unico, modo per sapere cosa accadeva in luoghi lontani era quello di chiederlo a chi da lontano proveniva.

A domani

LL