365 giorni, Libroarbitrio

PORNO & LIBERTA’ – il docufilm scandalo di CARMINE AMOROSO sulle lotte politiche per il sesso libero, liberato, dionisiaco e l’espressione della pornografia

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Vi informiamo che QUESTA SERA 20 GENNAIO ALLE ORE 23 sul DIGITALE TERRESTRE di CIELO (e ovviamente sullo stesso canale su SKY), finalmente GRATIS X TUTTI, il cult censurato in sala, passa grazie a Murdoch: PORNO & LIBERTA’, docufilm sulle lotte politiche per il sesso libero, liberato & dionisiaco e l’espressione della pornografia, con anche HELENA VELENA. Da LASSE BRAUN a CICCIOLINA.

Dal comunicato stampa ascoltitv.it: “Nell’Italia degli Anni 70, permeata dal comune senso del pudore, un gruppo di ribelli inizia la propria personale battaglia contro la censura utilizzando l’arma della pornografia. È questa la premessa di PORNO & LIBERTA’, il docu-film scandalo di CARMINE AMOROSO, all’interno del ciclo BODY OF SEX, in prima visione assoluta, su CIELO (DTT 26, Sky 126, TivùSat 19), sabato 20 gennaio alle ore 23.00.

Il film, frutto di tre anni di lavorazione, racconta senza veli e orpelli narrativi le avventure di una banda di rivoltosi, ironici e dissacranti, che punta a raggiungere la felicità attraverso la liberazione del piacere. Uniti, i rivoltosi, riescono a far tremare la chiesa, la politica e le istituzioni. Tra i personaggi intervistati nel film si segnalano l’italiano LASSE BRAUN, che ha sdoganato il porno in tutto il mondo, RICcARDO SCHICCHI, icona dell’industria cinematografica in Italia, la pornostar ILONA STALLER, meglio conosciuta con lo pseudonimo di CICCIOLINA, la prima attrice di film per adulti a essere eletta in parlamento, intellettuali come HELENA VELENA, GIAMPIERO MUGHINI e LIDIA RAVERA e politici come MARCO PANNELLA. Girato in più formati, anche con l’ausilio dell’Iphone, il film, oggetto di censura alla sua uscita nei cinema, si avvale di materiale inedito di repertorio.”

Buona visione

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365 giorni, Libroarbitrio

Michail Bulgakov “Satana rende giustizia ai deboli”

Roma 11 novembre 2013

Michail Bulgakov

Nato a Kiev nel 1891, Michail Bulgakov si laureò in medicina   successivamente, dopo la rivoluzione bolscevica del 1917, andò a vivere a Mosca.

Non esercitò mai la professione  medica: fin dai primi anni venti iniziò un attivo lavoro di giornalista, scrittore e critico teatrale.

Nel 1925 uscì il suo primo romanzo, La guardia bianca, che fu pubblicato a puntate su una rivista sospesa successivamente dalla censura.

Del 1925 furono anche i suoi tre romanzi satirici, Le uova fatali, Diavoleide Cuore di cane.

Anche i lavori teatrali incontrarono censure e critiche, perché il regime al governo in Unione Sovietica non gravida la sua vena satirica, nella quale era riconoscibile l’ironia verso la burocrazia del potere.

Nel 1928 Bulgakov, che si trovava ormai in condizione di non poter più lavorare liberamente, iniziò la stesura del suo capolavoro, Il maestro e Margherita.

In questo testo Bulgakov, attraverso la fantastica narrazione della comparsa di Satana a Mosca, rifletteva sul bene e sul male, sull’arte e sulla funzione, sulla corruzione del potere.

Il romanzo, rimasto incompiuto, proprio per la sua caratteristica di critica al conformismo, non poté essere pubblicato ed uscì solo nel 1967, molti anni dopo la morte di Bulgakov, avvenuta a Mosca nel 1940.

” Il maestro e Margherita
Mosca, anni venti: nella città fa la sua improvvisa comparsa nientemeno che Satana, incarnato nel misterioso Wolland che, aiutato da due “infernali” assistenti, il gatto parlante Behemoth e il buffissimo Fagotto, colpisce con tremenda crudeltà i personaggi più corrotti e meschini del mondo letterario: direttori di teatro assetati di potere, critici letterari incapaci e boriosi, scrittori mediocri e tronfi di superbia.
Tuttavia Satana, nella sua azione, sembra colpire proprio i peggiori, mentre i suoi poteri magici vanno in soccorso  del debole maestro, uno scrittore infelice, colpito dalla censura del regime e perseguitato dai critici proprio mentre sta scrivendo il suo capolavoro, un romanzo su Ponzio Pilato.
Il maestro che nelle sue disavventure  finisce in manicomio, ha una tenera storia con Margherita, una ragazza dolcissima, pronta ad aiutarlo in ogni occasione, anche quando lui, preso dalla disperazione, brucia il manoscritto della suo grande romanzo.
Saranno proprio l’amore di Margherita e l’intervento di Satana-Wolland a salvare lo scrittore. Il suo romanzo sarà addirittura recuperato dalle ceneri, ma Margherita, avendo usufruito dell’aiuto di Satana, si trasformerà a sua volta in una strega.”

A domani

Lié Larousse

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Giovan Battista Marino

Roma 2 aprile 2013

“Cominciarono le mie sventure quasi nel principio della mia vita da colui che m’aveva data la vita, ch’in ciò solo il riconobbi per padre: mi disgraziò, mi discacciò, mi perseguitò”

Giovan Battista Marino nasce a Napoli nel 1569.

Fin dalla tenera età si senti oppresso e perseguitato dal volere del padre che lo avviò ben presto agli studi di legge sperando nell’abbandono delle sue “inclinazioni letterarie”.

Dal 1596 entrò come segretario al servizio di Don Matteo di Capua, principe di Conca. Qui trova la prima misura della sua possibilità di inserirsi con un margine di estro calcolato nella vita sociale.

Dal 1602 al 1606 visse a Roma al servizio del cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di clemente VIII. La fama di letterato abile e virtuoso nel maneggio di una penna che poteva e voleva assecondare i gusti dei protettori, lo accompagnava sin dalla sua giovinezza.

A Napoli e soprattutto a Roma frequentava gli artisti , ammirava quadri e statue, vagheggiava già una grande sua collezione e sempre più si abituava a sentire l’arte come un aspetto e un mezzo di prestigio e di potenza.

Dal 1608 al 1615 visse a torino, presso la corte di Carlo Emanuele I di Savoia. Fu un periodo di lotte, tribolazioni,  di polemiche e di successi. Durante questo soggiorno il Marino aspirò al posto di segretario del duca, inoltre,  si poneva in un rapporto disinvolto e in qualche modo personale con l’ambiente aristocratico e di corte. La sua devozione e la sua servitù volevano essere quelle di un suddito ma  la sua indipendenza di parole, se non di fatti, la propensione alla beffa insospettirono il duca che lo tenne in prigione per più di un anno.

Nel 1615, accettando l’invito di Maria de’ Medici, vedova di Enrico IV, come tanti altri Italiani andò a Parigi. Qui fu onorato, pagato e stimato.

La corte si configura sempre più nettamente per il Marino come un’occasione di fortuna e di avventura, quasi una riserva di prestigio e insieme uno spazio per l’arte.

Il problema e il tema del potere che caratterizza molte opere seicentesche non interessano né turbano la vita intellettuale del Marino.

Pubblicò La Galeria, La Sampogna, e proprio a Parigi nel 1623 L’Adone. Quest’ultima opera subì forti opposizioni soprattutto in ambiente ecclesiastico.

Nel 1625 muore a Napoli sfiancato dalle polemiche contro la sua poesia.

A domani

LL