365 giorni, Libroarbitrio

Locke: la mente è un foglio bianco

Roma 8 maggio 2013

Sfogliando un libro per la nostra ricerca sull’Illuminismo mi sono imbattuta in questa frase “la mente non inventa idee”,
-Impossibile!- ho pensato e sfogliando indietro le pagine ho fatto le miei presentazioni con Locke.

John Locke è un altro studioso classico prima e autodidatta poi, non sazio e mai soddisfatto dell’educazione culturale ricevuta a Oxford che definiva uno studio fondato su inutili ricerche e parole oscure, si interessò alle scienze mediche e letterarie.

Da qui nascono le polemiche contro le teorie cartesiane: Cartesio ritiene che taluni, come opinione incontestabile, che nell’intelligenza vi siano certi principi innati, certe nozioni primarie, altrimenti dette nozioni comuni, caratteri per dir così, impressi nella nostra mente, che l’anima riceve fin dal primo momento della sua esistenza, portandoli con sé nel mondo.

Locke, invece, dimostra con argomenti tratti dall’esperienza l’inesistenza delle idee innate, i bambini, i pazzi , i selvaggi non possiedono alcuna idea di Dio né dei fondamentali principi geometrici. Ciò dimostra sperimentalmente che  nella conoscenza nulla vi è di innato e tutto è appreso dall’esperienza. Per illustrare questa teoria, Locke ricorre a una metafora divenuta celebre: la mente umana è alla nascita una tabula rasa, un foglio bianco su cui la pratica del mondo esterno e la riflessione dell’individuo su se stesso imprimeranno quei segni che chiamiamo conoscenza.

Risulta quindi falsa l’idea fondamentale del Razionalismo cartesiano, per cui determinate verità evidenti e intuitive debbano essere per forza precedenti a qualsiasi esperienza.

Voi cosa ne pensate?

A domani

LL