365 giorni, Libroarbitrio

Cortese il cantastorie

Roma 18 aprile 2013

Giulio Cesare Cortese dopo aver conseguito la laurea in diritto, gli viene affidato l’incarico di assessore a Trani ma dopo la morte del padre si reca a Firenze ed entra in servizio del granduca Ferdinando de’ Medici.

Torna a  Napoli e a distanza di poche settimane viene nominato governatore di Lagonegro.

Durante questo periodo di maggiore serenità inizia la sua produzione letteraria.

Diviene nel tempo autore di Una Vaiasseide poema delle serve napoletane , in dialetto si pronuncia vaiasse, poi di Micco Passaro’nnamurato, storia di un “guappo” probabilmente realmente esistito, e del poema in ottave Viaggio di Parnaso, in parte ispirato dall’opera omonima di Cervantes.

La comicità di Cortese, che accosta materia e lingua dialettali alle forme della letteratura aulica, risiede nella considerazione pessimistica di quanto sia vano ogni tentativo di mutamento sociale.

Benché protagonista dei suoi poemi, infatti, la plebe napoletana è rappresentata da Cortese come semplice imitazione caricaturale della classe aristocratica.

A domani

LL