365 giorni, Libroarbitrio

Klimt

Infilate gocce di perle nei capelli miei
Vestite d’arancio e rosa tramonto il mio volto
D’acqua turchina le gambe mie
Così ch’io possa giacere nel mare
Come questa conchiglia che stringo. Qui. Ora.
Al cuore

L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

da “L’ombra e la luce” Sandro Penna

vicente-romero

Le nere scale della mia taverna
tu discendi tutto intriso di vento.
I bei capelli caduti tu hai
sugli occhi vivi in un mio firmamento
remoto.
Nella fumosa taverna
ora è l’odore del porto e del vento.
Libero vento che modella i corpi
e muove il passo ai bianchi marinai.

365 giorni, Libroarbitrio

George Gordon Byron 28 luglio 1814

Giulio Aristide Sartorio La Lettura o Catullo e Clodia

Ella splendida incede, come notte
Di cielo limpidamente stellato,
E tutto il meglio di oscuro e di luce
Negli occhi e nell’aspetto suo rifulge
Dolce in quel tenero chiarore
Che il cielo nega allo sfarzo del giorno.

Un’ombra in più, un raggio in meno
Avrebbero sciupato la grazia indicibile
Che tra i capelli di ebano si tinge
E sul suo volto poi risplende chiara:
Un volto dai pensieri lieti che dicono sereni
Quanto puro il loro rifugio sia e prezioso.

E sulla fronte, lungo le dolci guance
E calme, e tuttavia vivaci,
Sorrisi docili e colori ardenti
Parlano solo di giorni puri
E di una mente serena e sovrana
E di un cuore che ama innocente.

365 giorni, Libroarbitrio

mentre Nyman e il suo piano e il suo violino

 

 

Svestita

 

 

ma tu che ne sai

mentre Nyman e il suo piano e il suo violino

non sai

che d’improvviso mi ritrovo a pensarti

uomosalsedine

e suona

to the edge of the earth

e saperti distrutto dalle genti

indurisce il mio sguardo

che corre a proteggerti dalle loro insulse ragioni

voglio leggerti inchiostro sulle tue pagine

tutte

e non voglio che il vizio ti corroda l’animo sbattendoti contro mura di scogli

ma scuoterti accrescendo ogni tuo difetto come unica medicina

curarti con l’aria inalata dai cormorani

ma tu che ne sai

quanto è contorto

il mio volere

che radere al suolo è bene

se ancora non mi conosci

cosa credi sia solo desiderio?

cosa credi sia solo capriccio di bambina che crea disastri di parole?

sì?

infatti tu che ne sai

mentre Nyman e il suo piano e il suo violino

la mia lingua vortica

nell’immaginaria tua bocca

liquido oppiaceo

crine d’arco

le mie mani nei tuoi capelli

ti spingo a me

e i nostri denti si mordono le labbra

e tu così vicino

sei granitico

così vicino

pungi

così vicino

sembri vero

così vicino

fai male

tu confusione

vortice di oceani

vento gelido d’estate

cocente d’inverno

mi scompigli la mente

sempre

tu

Luminescenza di questo dolce tormento

ma tu che ne sai

mentre Nyman e il suo piano e il suo violino

 

L.L.

 

 

 

 

365 giorni, Libroarbitrio

“Brave e buone ragazze vestite di percalle” Charles Bukowski

Roma 5 aprile 2014

Garden-Path-R-S-Johnson

non ho conosciuto altro che puttane, ex-prostitute,
e pazze. vedo uomini con donne riservate,
e dolci – li vedo nei supermercati,
li vedo camminare insieme per strada,
li vedo a casa: gente in
pace, che vive insieme. so che la loro
pace è solo limitata, ma stanno in
pace, spesso ore e giorni di pace.

non ho conosciuto altro che impasticcate, alcolizzate,
puttane, ex-prostitute, e pazze.

quando una se ne va
ne arriva un’altra
peggiore di quella prima.

vedo tanti uomini con buone e brave ragazze
vestite di percalle
ragazze che non hanno la faccia del ghiottone
o di altri predatori.

“mai portare qui una puttana,” dico ai miei
pochi amici, ” me ne innamorerei.”

” non la reggeresti una donna perbene, Bukowski.”

ho bisogno di una donna perbene, ho bisogno di una donna
perbene
più che di questa macchina da scrivere, più
che della mia automobile, più di quanto abbia bisogno
di Mozart; ho così tanto bisogno di una donna perbene che
la sento nell’aria, la sento con la
punta delle dita, vedo marciapiedi costruiti
solo perché vi si posino i suoi piedi,
vedo cuscini per la sua testa,
sento la mia risata imminente,
la vedo che accarezza un gatto,
la vedo che dorme,
vedo le sue pantofole sul pavimento.
so che esiste
ma in quale angolo del mondo si trova
se sono le puttane che continuano a scovarmi?

Sentiremo il sapore delle isole
e del mare

so che una certa notte
in qualche camera da letto
presto
passerò
le dita
tra
capelli
soffici e puliti

canzoni che nessuna radio
trasmette

tutta la tristezza si scioglierà
in un sorriso.

 

A domani
Lié Larousse