365 giorni, Libroarbitrio

Boris Pasternak “Che belle quelle uscite nel silenzio!”

Roma 17 febbraio 2014

Swan in the Reeds Caspar David Friedrich

Che belle quelle uscite nel silenzio!
La steppa sterminata come il mare,
erbe che sospirano, fruscii di formiche
pianto ondeggiante di zanzare.

Cumuli di nuvole si sono allineati
e dileguano, come un vulcano sul vulcano.
Tace la steppa sterminata e fradicia,
ondeggia, trascina, sospinge.

La nebbia come mare ci sommerge,
le lappole s’attaccano alle frange.
Bellissimo vagare nelle steppa come sulla spiaggia.
Ondeggia, trascina, sospinge.

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Boris Pasternak “Una notte afosa”

Roma 2 novembre 2013

Boris Pasternak

Piovigginava, – ma non si piegavano

nemmeno le erbe nel sacco della burrasca,

solo la polvere inghiottiva la pioggia in pillole,

ferro in una leggera miscela.

Il villaggio non aspettava guarigione,

erano profondi i papaveri  come un deliquio,

e la ségala ardeva infiammata,

e dalla febbre  delirava Dio.

Nell’immensità dell’universo

umida, insonne, derelitta

se la davano a gambe dai loro posti i gemiti,

ma il turbine, celatosi, scemava.

Accecavano in fuga dietro a loro

le gocce sghembe. Vicino alla siepe

fra i rami intrisi e il vento pallido

si svolgeva una disputa. Rimasi  di stucco. Su me!

Sentivo che sarebbe stato eterno

l’orrendo giardino loquace.

Ancora dalla via per il discorrere

di cespugli e di imposte non ero notato.

Se mi avessero scorto, non c’era dove ritrarsi:

si sarebbero messi a parlare per sempre.

1917

A domani

Lié Larousse