365 giorni, Libroarbitrio

La poesia nel XIX secolo (parte prima)

Roma 9 giugno 2013

Come stiamo studiando in questi giorni, l’Ottocento europeo fu un secolo molto complesso e articolato nei suoi aspetti politici, sociali e culturali. L’ottimistica fede illuministica di migliorare il mondo, dopo il fallimento della Rivoluzione francese e la reazione restauratrice delle monarchie europee, cedette il posto alla delusione e allo scoraggiamento.

L’individuo si contrappose alla società, che sentiva nemica, e si rifugiò in un mondo intimo e privato.

Il Romanticismo fu il vasto movimento di idee che nella prima metà dell’Ottocento interpretò queste inquietudini.

Sorto in Germania per esaltare l’anima nazionale tedesca contro il predominio della cultura francese illuministica e classicheggiante, si diffuse con aspetti diversi in tutta l’Europa. Suoi caratteri fondamentali furono il culto del sentimento e delle passioni contro il razionalismo, la religiosità concreta contro l’ateismo, la ricerca delle tradizioni dei singoli popoli contro il cosmopolitismo.

La poesia romantica fu il campo privilegiato del sentimento spontaneo, del mistero, dell’irrequietezza. Sintomatiche di un  disagio e di una ricerca di nuovi valori, le vite dei poeti furono in genere travagliate, disordinate e ribelli, segnate dalla tisi e dall’alcolismo, dall’isolamento e dalla precarietà economica, provocatorie nei confronti del conformismo e dell’ipocrisia borghese.

Abbiamo già studiato la corrente romantica per l’Italia, andiamo a vedere come si impose sul resto del mondo:

In Francia la poesia romantica conobbe una straordinaria fioritura ed ebbe significative risonanze sul piano mondiale. i romantici rivendicarono il ruolo centrale della soggettività e del biografismo, la ricerca dell’intimità dell’anima, il bisogno di sincerità e il senso profondo della natura. A tale concezione si contrappose il movimento del Parnaso, con il suo modello di poesia come arte pura, libera da ogni virtù pratica  e morale, quale visione spirituale e facoltà di scoprire e contemplare le idee. La rivoluzione più grande fu però compiuta dal Simbolismo di Baudelaire, che inaugurò la poesia come espressione del vissuto e traduzione cifrata sussurrata, da Rimbaud con l’affermazione del ruolo veggente del poeta e da Mallarmé con la ricerca dell’assoluto poetico.

A domani

LL