365 giorni, Libroarbitrio

“Storie di ordinaria follia – Erezioni Eiaculazioni Esibizioni” Charles Bukowski

Angelo del vino Elisabetta Rogai

“STA ZITTA! Mahler, Beethoven, STRAVINSKY! ti fanno fare gli straordinari e non te li pagano. ti prendono a zampate nel culo, e se t’azzardi a dire ‘na parola, quello telefona all’ispettorato per la libertà vigilata: ‘spiacente, Jensen, ma glielo devo dire, il suo uomo ha rubato 25 dollari dalla cassa. e sì che l’avevamo preso a ben volere, qui.”
“ma insomma, che razza di giustizia vorresti, tu? non ti capisco, Duke. sbraiti, sbraiti, t’incazzi. ti sbronzi e vieni a dirmi che Dillinger è il più grand’uomo ch’è mai esistito. ti siedi là su quella sedia a dondolo, ubriaco fradicio, e ti scaldi per Dillinger. io pure sono un essere umano. sta’ a sentire…”
“al diavolo Dillinger! è morto. la giustizia? non c’è nessuna giustizia in America. c’è soltanto una giustizia. domandalo ai Kennedy, domandalo ai morti, a chi ti pare a te!”
Duke balzò su dalla poltrona a dondolo, andò nello sgabuzzino e, da sotto uno scatolone d’addobbi natalizi, tirò fuori una calibro 9.
“questa qui! questa è l’unica giustizia, in America. questa è l’unica cosa che capiscono tutti.”
gesticolava con la pistola in pugno.
Lala stava giocando con l’astronauta. il paracadute non s’apriva bene, ma certo: un’altra fregatura. un altro bidone. come la penna a sfera e tutto il resto. come Cristo che urla e che chiama Papà ma la linea è interrotta.

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365 giorni, Libroarbitrio

“Rapida, senza lasciare traccia scorre” di Friedrich Schiller

Roma 1 marzo 2014

Friedrich Schiller

(…) rapida, senza lasciare traccia scorre
al di là dei sensi l’arte stupenda dell’attore,
mentre l’opera dello scalpello e il canto
del poeta sopravvivono ai millenni.
Sulla scena la magia muore con l’artista;
quando il suono svanisce dall’orecchio
scompare anche l’effimera creazione,
nulla di duraturo ne conserva la gloria.
Ardua è l’arte, fuggevole il premio,
i posteri all’attore non intrecciano
ghirlande: perciò con mano avara
il presente deve cogliere, l’istante
ch’è suo sfruttare pienamente,
conquistare il favore dei contemporanei,
edificarsi un monumento vivo
nell’animo dei più degni e dei migliori.
Solo così anticipa l’immortalità,
poiché colui che ha soddisfatto i migliori
del suo tempo, avrà vita in eterno.

Friedrich Schiller fu fautore di un teatro specifico dei tempi, dove i protagonisti erano persone realistiche, non più eroi idealizzati.
La sua opera, veicolo dei valori positivi della borghesia in ascesa, vicina alle idee di libertà e ribellione dello sturm und Drang, affrontò, nell’arco di un ventennio, i temi più significativi della cultura contemporanea: la difesa dei diritti dell’individuo, la ribellione ai vincoli delle convenzioni sociali, la condanna dell’arbitrio e dell’assolutismo.
Don Carlos, la trilogia del Wallenstein, Maria Stuarda, La pulzella d’Orléans, Gugliemo Tell, sono solo alcuni tra i più famosi drammi della vastissima produzione schilleriana.
Oltre alle tragedie, il genio poetico di Schiller si manifestò anche nella composizione di odi, inni e ballate, molte delle quali furono musicate da importanti musicisti: così fece Schubert con Nostalgia e Beethoven con il famoso Inno alla gioia.

A domani
Lié Larousse

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“Chi è mai là fuori alla mia finestra?” Achim Von Arnim

Roma 27 febbraio 2014

Cavaliere e Fanciulla Watherhouse

Fanciulla
“Chi è mai là fuori alla mia finestra?
Chi è là fuori vicino alla porta?
E’ forse l’uomo più caro  al mio cuore,
che oggi, ahimè, già mi vuole lasciare?”

Cavaliere
” Bella fanciulla, vi prego devoto,
questo portone vogliatemi aprire.
Troppo veloce  il tempo è passato,
e ormai io di qui devo proprio partire.”

Fanciulla
“Al piano di sopra mio padre si trova,
nella sua stanza ancora riposa;
una lettera tiene nella sua tasca,
in cui è scritta, lo sai, la risposta.”

Cavaliere
“Le nubi oscure errano in cielo,
e mille sospiri a te io regalo.
Devo partire, altre terre vedere,
per mille notti addio devo dire.”

Fanciulla
” Nella mia vita ho soltanto pene
e a chi mi salva dal mio tormento
voglio mostrare che gli appartengo,
sempre fedele fino alla fine.”

Cavaliere
” Bimba, ti prego, non devi morire,
ogni mia gioia sarebbe finita.
Monti e vallate dovranno crollare,
prima che io possa averti tradita.”

Achim Von Arnim  si accostò giovanissimo alla letteratura agli ambienti romantici e scrisse in gioventù alcuni romanzi caratterizzati da un’inquieta sensibilità.
Sposò Bettina Brentano studiosa e scrittrice, anch’essa personaggio di rilievo nel panorama romantico tedesco per le sue importanti amicizie con gli artisti del tempo come Goethe, Beethoven e i fratelli Grimm, fu ella di significativa importanza nel lavoro letterario dello scrittore Achim Von Arnim nonché musa ispiratrice.

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Il Lied

Roma 6 luglio 2013

Il Lied

Con questo termine si intende un’espressione poetico-musicale tedesca, di carattere lirico o narrativo, che corrisponde all’inglese “Song” , al francese “Chanson” e all’italiano “canzone” o “romanza”.

Durante il Romanticismo, la vasta produzione di lieder ( più di un migliaio ) da parte del musicista austriaco Franz Schubert diede inizio a una lunga sequenza di compositori, che per tutto l’Ottocento si espressero con questo genere musicale.

Caratterizzato da temi intimistici ed equilibrate scelte formali, il lied fu apprezzato da Beethoven, Schuman, Liszt, Brahms, Wagner e tanti altri.

Da tutti questi compositori furono usati come testi le liriche di grandi poeti tedeschi quali Goethe, Schiller, Heine e i canti popolari raccolti da Brentano  e Von Arnim.

In particolare Schumann trasse dal secondo ciclo del Libro dei canti di Heine uno dei suoi più mirabili cicli di lieder, intitolato Dichterliebe e pubblicato nel 1844.

A domani

LL

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Johann Wolfgang Goethe maestro di vita

Roma 4 luglio 2013

Maestro di vita del suo popolo e cosmopolitismo culturale, Goethe cantò la moderna inquietudine sentimentale in forme d’arte di rara bellezza ed equilibrio armonico.

Genio precoce, iniziò dalla prima giovinezza la sua produzione letteraria con poesie e testi teatrali, ma divenne famoso, nel 1774, con il romanzo d’amore e morte I dolori del giovane Werther.

Altri romanzi furono La missione teatrale di Wilhelm Meister, Gli anni di noviziato di Wilhelm Meister e Le affinità elettive.

Un autentico capolavoro fu il Faust, mito tragico dell’uomo moderno, costretto dal suo istinto di realizzazione a infrangere continuamente le leggi e le convenzioni della società  tradizionale.

Importante è l’ampia raccolta di Ballate, originale rielaborazione di una materia popolare:

Mignon

Conosci la terra dove il limon fiorisce,

arance d’oro splendono tra scure foglie,

dal cielo azzurro soffia un mite  vento,

quieto sta il mirto e superbo l’alloro,

la conosci tu forse?

Laggiù, laggiù

vorrei tornar con te, amato mio!

La ballata Mignon, inserita da Goethe nel romanzo La missione teatrale di Wilhelm Meister, ebbe un grande successo tra i suoi contemporanei, per il suggestivo tema romantico della nostalgia.

Mignon era una povera fanciulla, che, rapita in Italia da una compagnia di girovaghi e portata in Germania, veniva poi liberata e protetta da un attore di nome Wilhelm.

La ballata fu musicata da Beethoven, Liszt, Schubert, Schumann e molti altri musicisti romantici.

A domani

LL