365 giorni, Libroarbitrio

“Billie’s Blues” Willem M.Roggeman

A.S.

In ogni camera d’albergo incontra
ogni volta un altro io in ogni specchio.

Allora Billie Holiday alza una mano
come per scacciare velocemente la luce.

Una domenica bianca di eroina
la luna scende nel suo corpo.

Nel night club da secoli il mito
l’attende al varco.

Sente il fruscio delle ali degli angeli
mentre canta il dolore e i frutti esotici.

E ogni giorno lei diventa più sottile e molle.

Il suo corpo si fa valanga.

La sua voce si scioglie lentamente.

Poi il mondo si fa tutto muto
e azzurro.

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365 giorni, Libroarbitrio

Strano, geniale, scapigliato : Erik Joahn Stagnelius

Roma 27 luglio 2013

Vedi il mare? Giunge in corsa inquieta

e tende le smaniose braccia azzurre

e si stringe al petto la testa,

coronata da gigli, sotto le luci

nuziali del cielo immenso.

Guarda, arriva. Il cuore gonfio si erge

di desiderio, le braccia fremono.

Invano. Non esiste desiderio

sotto la luna cui sia concesso realizzarsi .

Anche la luna dura un istante.

Il mare affonda nella sua delusione,

e le onde sdegnose

fuggono la riva sospirando.

Senti? Sussurra il vento nel bosco

fra le alte cime dei pioppi.

Con il linguaggio crescente dei sospiri

grida, si strugge, implora

un corpo, per unirsi in matrimonio

a Flora, figlia dell’estate.

Ma le voci già svaniscono,

sull’arpa eolia delle fronde muore

l’eco, e il canto dei cigni.

da Il mistero dei sospiri di Erik Joahn Stagnelius

Il poeta svedese nacque nel 1793 nell’isola di Oland.

Non si hanno di lui notizie biografiche  precise, si sa solo che, malfermo di salute, condusse una vita solitaria contrassegnata dall’abuso di alcool ed oppio.

Dai letterati del tempo fu definito ” strano, geniale, scapigliato”.

Morì a Stoccolma nel 1823.

Importante figura del Romanticismo svedese, Stagnelius, lasciò  alcune opere teatrali e una vasta produzione di poesia epica e lirica.

Affine a Shelley, Novalis, Baudelaire, tra gli ultimi bagliori  del neoclassicismo e le anticipazioni del Decadentismo, raggiunse il vertice della sua aspirazione con le liriche di Gigli di Saron, in questa raccolta affiorano slanci ascetici e turbamenti sensuali, si intrecciano pensieri celesti e terreni, si contrastano erotismo e platonismo in un insieme di ansie, struggimenti ed estasi, come erge anche dalla lirica di questa pagina.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Percy Bysshe Shelly “Versi scritti nel golfo di Lerici”

Roma 21 luglio 2013

Lei mi lasciò nell’ora silenziosa

quando la luna smette di scalare

l’azzurro sentiero delle vette celesti

e come un albatro addormentato

in equilibrio sulle sue alidi luce,

in alto si libra nella notte di porpora

e poi troverà l’oceano del suo nido

nelle dimore occidentali.

Lei mi lasciò ed io restai solo,

pensando ad ogni accento che, muto all’orecchio,

pure il cuore incantato poteva udire,

note che muoiono appena nate

ma come fantasmi ancora frequentano

gli echi della collina.

E sentivo ancora, oh troppo ancora!

il soffice vibrare del suo tatto,

come s e la sua mano gentil, anche ora,

tremasse leggera sulla mia fronte.

E così, benché assente,

la memoria di lei mi dà tutto

quanto neppure la fantasia osa rivendicare.

da Versi scritti nel golfo di Lerici

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Uno dei poeti maledetti: Stéphane Mallarmé

Roma 11 luglio 2013

Risveglio

Una primavera malata tristemente ha cacciato

il lucido inverno, stagione dell’arte serena,

e nel mio essere che un cupo sangue sostiene

l’impotenza si stira in un lungo sbadiglio.

Crepuscoli bianchi si scaldano sotto il mio cranio,

un cerchio di ferro lo stringe come vecchio sepolcro,

triste vado errando e inseguo un vago sogno

nei campi ove la linfa sterminata si pavoneggia.

Poi cado snervato dai profumi degli alberi, stanco,

e con la faccia scavo una fossa al mio sogno,

mordo la terra calda dove sbocciano i lillà,

e sprofondo aspettando che la mia noia si alzi…

– Eppure ride l’Azzurro sopra la siepe, e fiori

d’uccelli si svegliano e cantano al sole.

di

Stéphane Mallarmé

A domani

LL