365 giorni, Libroarbitrio

Avventura – Elsa Morante

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Come una rosa in un giardino
d’Africa o D’Asia assai lontano,
come una bandiera alzata
in cima ad una nave pirata,
come uno scudo d’argento
appeso in un barbaro tempio,
feroce lotterò per il tuo indolente cuore,
l’eroico, il tuo regale, intatto cuore,
il cuore dell’amore mio.

Lungo e incerto
il mio viaggio sarà.
Inesperta son io,
ma viva o morta giungerò.

Addio, dunque, parenti, amici, addio!

Prima bisogna guardare il lago stagnante
della paura,
e i Grandi Orgogli oltrepassare,
fastosa catena di rupi.
Snidare bisogna l’invidia che s’imbosca
e i mostri di gelosia mettere in fuga,
per notti occhiute, selve purpuree,
dove incontrare potrò centauri e ippogrifi,
e bere il magico sangue dei narcisi.
Si levan poi le triplici mura di Sodoma
attorno a campo straniero
dalle sette torri merlate.
Incantare dovrò i guardiani,
riscattare le spose comprate,
e a lungo errerò per corti e fughe di scale,
tra un popolo d’echi e d’inganni
fino alla cara porta del tuo cuore, che reca la scritta crudele:
Indietro, o pellegrina. Qui, amore non si riceve. Pena la morte

Ah, fossi alato usignolo, foss’io centaura,
ah, sirena foss’io,
ma non sono che una semplice ragazza
dalla mente più leggera del fuoco
non torno indietro, il solo mio valore
è questa impresa
alla conquista del tenero assassino
a me caro.

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365 giorni, Libroarbitrio

La rossina di Guillaume Apollinaire

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Eccomi di fronte a tutti un uomo pieno di senno
Che conosce la vita e della morte quanto può conoscere un vivo
Che ha provato le croci e le delizie dell’amore
Che qualche volta è riuscito a imporre le sue idee
Che conosce parecchie lingue
Che i suoi viaggetti li ha fatti
Che ha visto la guerra in Artiglieria e in Fanteria Ferito al capo trapanato al cloroformio
Che ha perso i migliori amici nella spaventosa lotta
Io so di vecchio e di nuovo quanto delle due cose insieme può saperne un solo uomo
E senza preoccuparmi oggi di questa guerra
Fra noi e per noi amici miei
Giudico la lunga disputa fra Tradizione e Invenzione
                 Fra Ordine e Avventura

Noi vogliamo donarvi vasti e strani domini
Dove il mistero in fiore s’offra a chi vorrà coglierlo
Là ci saranno fuochi nuovi e colori mai visti
Mille imponderabili fantasmi
Cui bisogna dare realtà
Vogliamo esplorare la bontà terra sterminata dove tutto tace
Ci sarà anche il tempo che puoi scacciare o far tornare
Pietà per noi che combattiamo sempre alle frontiere dell’illimitato e dell’avvenire
Pietà per i nostri errori pietà per i nostri peccati
Ecco venir l’estate la violenta stagione
E in me la giovinezza è morta con la primavera
O Sole è giunto il tempo dell’ardente Ragione
E io aspetto
Per non lasciarla più la forma dolce e nobile
Presa da lei perch’io la ami solamente
Viene e m’attira come il ferro e la calamita
                D’una rossa adorabile
                Ha il volto seducente

Sono i capelli oro lionato
Un bel lampo prolungato
O quella fiamma che inorgoglisce
La rosa tea quando appassisce
Ma ridete ridete di me
Uomini di dovunque specie gente di qua
Ché ci son tante cose che non oso dire 
Tante cose che non mi lasceresti dire
Abbiate pietà di me  

365 giorni, Libroarbitrio

Il romanzo storico e realista dell’Ottocento : Ivanhoe

Roma 8 agosto 2013

Walter Scott romanziere

Nato a Edimburgo, Scozia, nel 1771 da una famiglia nobile, Walter Scott studiò diritto e fu avviato alla carriera forense, iniziando contemporaneamente  una brillante attività letteraria.

Traduttore, autore di poesie e poemetti, intraprese la carriera di romanziere, quella che gli diede maggior successo, nel 1814 con il romanzo Waverly.

Nel decennio 1815-25 pubblicò i suoi romanzi più famosi, tra cui il celebre Ivanhoe, grazie ai quali fu considerato l’ “inventore” del romanzo storico, ispirandosi soprattutto alla storia dell’Inghilterra nel periodo medievale.

Il genere ebbe grande successo, anche se Scott usò l’ambientazione medievale solo come sfondo per le storie di avventure senza preoccuparsi troppo della precisione storiografica, come avrebbe fatto invece per i romanzi successivi.

Nel 1826 il fallimento dell’editore di cui era socio gli procurò un tracollo economico che lo costrinse, per pagare i creditori, a un estenuante lavoro letterario che incise negativamente sulla qualità della sua produzione di scrittore e sulla sua mente.

Morì a Abbotsford, malato di cuore, nel 1832.

Scott è considerato una dei principali  scrittori del Romanticismo per le caratteristiche dei suoi romanzi, legati alla tradizione del folklore popolare, all’ambientazione medievale e ai sentimenti nazionali.

A questi elementi egli ha saputo aggiungere un modo di scrivere  molto personale, ironico, colorito nella configurazione dei personaggi e realistico nella descrizione.

Ivanhoe: dame e cavalieri nell’Inghilterra medievale

Nell’Inghilterra del XII secolo, durante l’interminabile guerra tra Sassoni e Normanni per il dominio del paese, Ivanhoe, figlio del nobile sassone Cedric, è innamorato di lady Rowena, ma la giovane, proprio per volere di sir Cedric, è promessa sposa ad Athelstone, che Cedric vuole portare  al trono d’Inghilterra,

Ivanhoe, allontanato dal regno, segue re Riccardo cuor di Leone alla terza Crociata e combatte valorosamente.

Nel frattempo, in patria, Giovanni Senza Terra ha usurpato il trono del fratello Riccardo.

Così, al ritorno dalla Crociata, Riccardo, aiutato da Ivanhoe, dai suoi nobili cavalieri  e dalla banda di Robin Hood, deve lottare a lungo per riconquistare il potere.

Nello scontro Ivanhoe viene fatto prigioniero, insieme al padre, a Rowena, ad Athelstone  e a Rebecca, una giovane ebrea innamorata di lui.

Saranno re Riccardo e Robin Hood, giunti in soccorso, a liberarli dopo un epico scontro al termine del quale Riccardo riconquisterà il trono.

Ivanhoe e Rowena potranno così sposarsi. 

Buona lettura…

 

A domani

LL

 

365 giorni, Libroarbitrio

Paul Verlaine: Art Poétique

Roma 13 luglio 2013

Art Poétique

De la musique avant  toute chose (…)

De la musique encore et toujours!

Que ton vers soit la chose envolée

qu’on sent qui fuit d’une ame en allée

vers d’autres cieux à d’autres amours.

Que ton vers soit la bonne aventure

éparseau vent crispé du matin

qui va fleurant la  menthe et le  thym…

et tout le reste est littérature.

Un po’ di musica prima di tutto (…)

musica e sempre musica ancora!

Sia il tuo verso cosa che dilegua

e senti che con anima inquieta

fugge verso altri cieli, altri amori.

Sia il tuo verso bella avventura

nel vento frizzante del mattino

che porta odori di menta e timo…

e tutto il resto è letteratura.

Con i suoi toni ora mistici e spirituali, ora sentimentali e sensuali, Verlaine influenzò tutto il Simbolismo francese, e non solo, ricercando nella poesia una musicalità intima, la valenza evocativa delle parole più che la loro capacità descrittiva, un mondo di sentimenti delicati, una realtà ultraterrena.

Le sue opere: I poeti maledetti, Poemi saturnini, Feste galanti, Romanze senza parole, Saggezza, Allora e ora.

A domani

LL

365 giorni, Libroarbitrio

Arthur Rimbaud: rimando “La mia Bohème”

Roma 20 giugno 2013

La mia Bohème

– Fantasia –

Me ne andavo, coi pugni nelle tasche sfondate,

eppure il mio paltò diventava ideale;

Andavo sotto il cielo cielo, mia Musa, a te leale;

amorose avventure, magnifiche e sognate!

Nei miei soli calzoni un buco s’allargava.

– Sognante Pollicino, sgranavo nella corsa

rime. La mia locanda era lassù, nell’Orsa.

– Soavemente in cielo le mie stelle frusciavano.

E le ascoltavo, ai bordi di qualche strada assiso,

in quelle dolci sere di settembre, col viso

bagnato di rugiada che ha di vino il vigore;

e, rimando nel mezzo di buiori fantastici,

tiravo, come corde di una lira, gli elastici

delle scarpe ferite, un piede accanto al cuore!

di

Arthur Rimbaud

A domani

LL