365 giorni, Libroarbitrio

Pietro Metastasio

Roma 3 maggio 2013

Nato nel 1698, Pietro Trapassi eredita il cognome grecizzante “Metastasio” da Gian Vincenzo Gravina, critico che fu sua guida negli studi umanistici e che lo inserì all’interno dell’Arcadia con il nome di Artino Corasio.

Quando il Gravina morì nel 1718, Metastasio ereditò anche tutti i suoi beni, e subito dopo, a causa di ostilità di alcuni membri dell’Arcadia e di una delusione amorosa, pensò di trasferirsi a Napoli.

Qui frequentò i salotti mondani, ricercato e stimato per la sua abilità di brillante verseggiatore d’occasione, compose il dramma pastorale Endimione, maturando uno spiccato interesse verso la poesia per musica.

Ne seguono grandi successi come per Gli orti esperidi, la cantata gli valse l’amicizia della cantante Arianna Benti Bulgarelli, che lo convinse a dedicarsi interamente alla scrittura teatrale e melodrammatica.

Nel 1724, per lei scrisse il libretto dell’opera Didone abbandonata, che suscitò un inatteso entusiasmo di pubblico e critica.

Nel 1730 fu chiamato a Vienna da Carlo VI in qualità di poeta cesareo presso la corte degli Asburgo.

Per i futuri cinquantadue anni fu amato e stimato da l’intera corte ove vi rimase fino alla morte.

A domani

LL