365 giorni, Libroarbitrio

César Vallejo “E non ditemi niente”

Roma 20 dicembre 2013

César Vallejo

E non ditemi niente,
uno può tranquillamente uccidere
giacché, sudando inchiostro,
uno fa quel che può, non mi dite…

Ci rivedremo, signori, con il pomo;
tardi la creatura passerà,
l’espressione di Aristotele armata
di grandi cuori di legno,
quella di Eraclito innestata su Marx,
quella del mansueto che suona rudemente…
Proprio questo narrava la mia gola:
che urio può tranquillamente uccidere.

Signori,
Lorsignori, ci rivedremo ancora senza involti;
in allora esigo, esigerò dalla mia fragilità
l’accento del giorno, che,
a quanto vedo, mi attese lungo tempo nel mio letto.
Ed esigo dal cappello l’infausta analogia del ricordo,
giacché, a volte, assumo felicemente la mia compianta immensità,
giacché, a volte, soffoco nella voce del vicino
e patisco
contando gli anni in chicchi di granturco,
spazzolando i miei panni a suon di morto
o seduto ubriaco sul mio feretro.

Io morirò a Parigi nello scroscio
un giorno che è già vivo nel ricordo.
Io morirò a Parigi – e non mi sbaglio –
come oggi forse un giovedì d’autunno.

Il 15 aprile del 1938, César Vallejo, moriva a Parigi alle 9:20  del Venerdì Santo a quarantasei anni.
Moriva di stenti ma soprattutto moriva di dolore: “del troppo dolore accumulato nell’enorme coscienza”.

A domani
Lié Larousse

365 giorni, Libroarbitrio

Il Libertinismo

Roma 26 marzo 2013

Nato come reazione al consolidarsi dell’assolutismo monarchico e alla restaurazione di una rigidissima ortodossia da parte della riforma cattolica, che segue un periodo di profondi conflitti religiosi, il libertinismo si afferma dapprima in Francia, a partire dalla prima metà del 1600, per poi diffondersi nel resto dell’Europa.

Si tratta di una corrente filosofica che prende le mosse dalla critica dell’ortodossia  religiosa e che ha come scopo fondamentale la libertà della ragione da qualsiasi autorità.

Dal latino libertus : libertino sta ad indicare colui che è diventato libero e, quindi, che si è affrancato da ogni vincolo religioso, etico, politico, ovvero, da ogni forma di “servitù intellettuale” . Il libertinismo, comunque ,non si presenta come dottrina unitaria, ma come contenitore di idee molteplici e distinte, tutte accomunate dalla volontà di svincolare la ragione da qualsiasi dogma o condizionamento esterno.

Tra i temi centrali confluiti in tale corrente filosofica, emergono: il deismo, il panteismo, l’ateismo, la tolleranza religiosa, la riscoperta di Aristotele in chiave pagana, la teoria dell’infinità dell’universo sulle orme di Giordano Bruno, la concezione atomistica dell’uomo e del mondo che lo circonda ripresa da Epicuro, dalla quale deriva la convinzione che non vi sia alcuna vita dopo la morte.

Nel libertinismo si distinguono due fasi:
la prima, definita “radicale”, ha tra i suoi esponenti Vannini e De Viau, ove è severissima la critica a ogni forma di autorità che limiti la ragione;
la seconda, definita “erudita”, ha tra i suoi esponenti Gassedi, La Mothe, Le Vayer, ove i toni in merito alle critiche sono più concilianti, con un avvicinamento al mondo politico, che dal primo era invece contestato.

L’autore più rappresentativo del movimento è Cyrano de Bergerac, con l’avvincente rappresentazione e interpretazione del libertino secentesco Don Giovanni del 1665 di Molière, che mette in evidenza soprattutto la libertà nei costumi sessuali e la dissolutezza del protagonista.

Tuttavia il libertinismo nasce come opposizione all’assolutismo e ai dogmi religiosi in nome di un intelletto libero.

A domani

LL