365 giorni, Libroarbitrio

bravi tutti – L.L.

neronera

colla e legno
colla e carne
colla e bava

marionette
uomini
bestie

burattinai di voi stessi

spettacolate al buio, bravi tutti,
perché non ci provate alla luce,
del giorno. venite da me ora. no?

 

365 giorni, Libroarbitrio

Quantequantequantequantequante!

– Quante verità esistono?

365 giorni, Libroarbitrio

Un treno in fuga che sta per deragliare -L.L.

Lynch

smaterializzare corpi nell’attimo tra la la fuga e l’essere scoperti ed intanto provare a restare vivi imparando a fingersi morti come fanno certe bestie in natura. naturale quindi restare in silenzio perché dire poi non migliora il capire della volontà altrui che ci trattiene imbrattandoci la vita in un abisso di confusione ed incertezze. scoperto che mirando lo sguardo ad un punto bianco se fissato allungo diventa nero. guardate guardatelo un punto bianco se fissato allungo diventa nero guardate guardatelo guardatemi un punto bianco se fissato allungo diventa nero e non vediamo più nulla così poi dentro ci inventiamo quello che ci pare.

L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

“Le relazioni pericolose” Laclos

Screen-Shot-12-05- Veleno

“Nel mio cammino,
tra la prudenza e la timidezza;
che, soprattutto, io,

possa temere un uomo al punto di non vedere altra salvezza che nella fuga?
No! Mai.
Bisogna vincere o perire.
Io voglio lui; lui vuole farlo sapere, ma non lo farà:
ecco in due parole il nostro romanzo.” 

365 giorni, Libroarbitrio

coltivatori di muri

farfallina
covano malvagità
d’essere individui
crudeli e
cattivi
coltivatori di muri
che t’innalzano attorno
cingendoti di fulminee loro
feroci demenze
che nemmeno te ne accorgi,
nemmeno te ne accorgi
che c’è un fondo
dove non sanno mettere fine al terrore
mentre sprofondi
e non c’è
un apice
dove riemergere seppur
vivo non incolume
e si soffoca,
lentamente,
soffochi

L.L.

365 giorni, Libroarbitrio

“Silenzio” Edgar Allan Poe

etere

Ci sono qualità, ci sono essenze
dalla duplice vita, che è modello
della doppia entità che scaturisce
da materia e luce – d’ombra o solida.
C’è un duplice Silenzio – mare e riva –
Corpo e Anima. Uno abita luoghi
solinghi, ricoperti d’erba nuova:
solenne grazia, umane ricordanze
tristi usanze gli tolgono il terrore.
“Mai più” si chiama, è il Silenzio corporeo.
Non temerlo, non ti può fare male!
Ma se un pressante fato (intempestiva sorte!)
ti presentasse alla sua ombra
(il male senza nome che frequenta
regioni mai segnate da orme umane),
è meglio che ti raccomandi a Dio!