365 giorni, Libroarbitrio

Adonis : il poeta arabo moderno

Roma 19 dicembre 2013

Adonis

Ai confini della disperazione sorge la mia casa
con muri gialli come burro,
svuotata e leggera come nuvole.

Lievitata come pasta di pane
la mia casa ha tanti buchi –
Il vento la scompiglia ma è stanco il vento.
Arriva la bufera e la scuote tutta
e il sole l’abbandona,
l’abbandonano gli uccelli.

In tremito e convulsioni rovina la mia casa,
si fa invisibile, è molto più che invisibile, è idea.
E io dormo nella casa, e il visibile mi dorme accanto
con voce debole, con voce soffocata.

“La modernità poetica araba oscilla tra oralità e scrittura: tra la parola cantata e la parola scritta; tra la parola che è presenza assoluta, perché detta, e la parola che è passato o futuro, perché scritta; tra la parola-deserto e la parola-città; tra l’erranza e il focolare domestico. (…) La poesia contemporanea nasce dalla poesia antica, ma nasce per penetrare più incisivamente nella notte dl senso, quella che l’antico padre ha inaugurato. Essere veramente moderno è, per il poeta arabo, scintillare come una fiamma, divampata dal fuoco dell’antico ma completamente nuova.”  

Adonis, Introduzione della poetica araba, Marietti 1992

Adonis, poeta siriano, naturalizzato libanese, nasce nel 1930 a Qassabin.
Nel 1957 fonda la rivista “Poesia”, che da un fondamentale contributo al processo di emancipazione della poesia araba dalle forme più rigide della tradizione.
Compone e pubblica diverse raccolte poetiche, si dedica all’insegnamento, al giornalismo e all’attività di teorico e critico della letteratura.
La lirica Ai confini della disperazione  trascritta  sul post di oggi è tradotta da Francesca Corrao e Jolanda Insana, è tratta da : “Poesia”, Crocetti Editore 1988, n.2.

Mi sono svegliato in una poesia
in mezzo al mio popolo

come un gelsomino

Adonis

A domani

Lié Larousse

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