365 giorni, Libroarbitrio

Vortice – Gianpaolo G. Mastropasqua

Bar aux le Folies Berger - Manet

Era estiva era millenaria

tu che scendi pascolando le nubi

tu fiore socchiuso delle palpebre

dove le api entrano sulle punte

era mente era nettare era muta

come l’uomo quando scansa l’uomo

come il vento sugli anni in levare

dove trovano le carezze le radure

nel nido raggiunto per la notte accesa

in fuochi marmocchi spalancati

in foreste ricomposte in soffitta

da antenati lasciati liberi di piangere

sulle coste variopinte sui colli taurini

dove il rosso sorseggia il rossore

in liberi fiati in strumenti rilucenti

o cromosomi chiamati in chiari riverberi

com’era soffusa la pelle che m’investì

eppure ardeva quell’acqua non mia

scorreva come scalza o fanciulla

aggrediva la strada con i piedi udiva

che fosse l’unica l’ultima assurdità

nella caverna uno straccio era un uomo

e rimase polvere per molti braccianti

o prima notte eterna dei miei occhi

o pedante giaciglio di donna

come ridi ora e sempre adolescente.

 

La poesia Vortice
è estratta dalla raccolta poetica Viaggio Salvatico
di Gianpaolo G. Mastropasqua,
edito da Fallone Editore,
prefazione di Giuseppe Conte