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SAN VOLANTINO – GIANLUCA PAVIA

san-volantino-2dr - Poker d'incubi

“La sera iniziava a divorare i resti di un pomeriggio invernale fin troppo piatto. I tre erano incrostati ai tavolini esterni del bar da ormai un paio d’ore e parecchi Negroni. Alle loro spalle la vetrina intasata da decorazioni d’ogni genere: cupidi deformi armati di archi e frecce, cuori stilizzati e patetiche frasi d’amore rubate a qualche sfigato. Difronte scorreva lento il traffico di macchine scarburate e passanti frettolosi di tornare a casa, e magari passare quella fredda serata in dolce compagnia.
«Guarda tutti ’sti coglioni» sbottò Bestia poggiando il bicchiere ormai vuoto sul tavolino «Ancora che spendono soldi per ’sta festa del cazzo».
«Già, ma almeno loro hanno soldi da spendere, e qualcuno da sbattersi» replicò Duscudi, che doveva quel soprannome a un’innata propensione a fare qualsiasi cosa, anche per pochi spicci.
Lello se ne restava in silenzio. Non guardava niente e nessuno, se non il proprio cellulare, ma non c’era niente da vedere: nessuna chiamata persa, nessun messaggio ricevuto.”

di Gianluca Pavia
Il racconto SAN VOLANTINO è estratto dal libro – Poker d’incubi – edito da Alter Ego Edizioni

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DuediRipicca – Lié Larousse
Foto #NATURALBORNKILLERS

 

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3 pensieri riguardo “SAN VOLANTINO – GIANLUCA PAVIA”

  1. Non ho nulla da replicare, recriminare, rimuginare. È come è, lo dico come lo penso ( per le ultime 5 parole sono debitore a Samuel Beckett, Come è, Einaudi)

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