365 giorni, Lié Larousse, Libroarbitrio

.Lié. – Recensione di Anita Cicorella

Grazie ad Anita Cicorella di questa emozionante e bellissima recensione al mio libro .Lié. ( Miraggi Edizioni) , grazie a Luana Penna e Specialmente Donne per la loro instancabile dedizione alla ricerca e promozione della cultura in ogni sua forma!

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“Quale aggettivo potrebbe utilizzarsi per etichettare un libro di poesie?
Veloce, lento, diversificato, ansiogeno, crudo, inquietante, astratto, sensuale, ironico, scabro?
A quale altro termine contraddittorio si potrebbe pensare?
E quale di questi è più adeguato al libro .Liè.?
Tutti, lo sono tutti. E lo sono anche altri a cui non si è ancora pensato, in questa pagina. Si, perché questo libro è una gimkana, una girandola di sentimenti, e storie, e tipi diversi di umanità.
L’autrice, sin dall’inizio, ci porta subito nel suo mondo fatto di parole basilari, a tratti tenere, in cui si parla d’amore, ma presto si scopre che non si parla solo di questo. Contestualmente, nella stessa poesia, o forse in quella successiva, o in quella riportata tre pagine dopo, improvvisamente l’aria si incupisce, le parole prendono fuoco, sembra che si stia parlando di sentimenti e invece si parla di stomaci, di voltastomaci, di troie, sputi, inquinamento umano, liquidi acidi lisergici, alcol e avanzi geneticamente mutati.
Si potrebbe continuare con l’elenco di parole forti, ma è giusto che il lettore le scopra da solo.
Ed è altrettanto giusto che quei tre secondi che il libro impiega a passare da zero a 100 stupiscano e mettano a disagio ad ogni pagina. O quasi.
In genere non ci si aspetta tutto questo da un libro solo, lo stile personale di uno scrittore è spesso univoco, ci conduce passo passo all’interno del libro che si sta leggendo e molte volte, lo si ritrova nelle altre sue opere.
L’autrice qui, invece, muta, cambia, sembra che voglia travolgerci con una miscellanea di situazioni capitatele probabilmente a caso, ma forse non è tutto così semplice.
Lo stile va individuato, ogni poesia va capita e interpretata e il messaggio intero che il libro vuole trasmettere va scovato.
L’essenziale però lo si individua subito, dopo poche righe, ed è la personalità forte dell’autrice; a cui capita di scriverci:
“guardami bene
su questa pelle
ho tatuato il mio nome
non il tuo”.

recensione di Anita Cicorella

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Lié Larousse