Follia -Patrick McGranth

book-del-2001

Come aveva potuto non rendersene conto?
Come era stata stupida, e impulsiva, e ingenua.
A volte ripensava alla sua vita di prima, al manicomio e a quello che adesso rappresentava per lei, una specie di luogo remoto e vagamente irreale dove splendeva sempre il sole e l’ordine regnava sovrano, dove ognuno aveva un posto preciso, e nessun desiderio: un castello abbarbicato su uno sperone di roccia, e fra le sue mura sicurezza e abbondanza.
Era un’illusione, lo sapeva, ma abbastanza plausibile, e poter pensare a un luogo sicuro le dava sollievo; che poi esistesse solo nella sua mente aveva un’importanza relativa. Più tardi le sarebbe sembrato a dir poco curioso considerare un’isola felice proprio il posto da cui lei e Edgar avevano scelto di fuggire, finendo per cercare sicurezza, calore e abbondanza in una strada di magazzini abbandonati.

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