I Lunedì di LuccAutori – Bevomangiofumo – Michela Tognotti

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Questa ve la devo proprio raccontare. A voi, sì, a voi che state leggendo.
Mi presento, sono George. Nessun cognome, un George come tanti.
Bene, dicevo… Ah, scusate, mi accendo una sigaretta, in questo bar ci sono solo amici, chiudono un occhio.
Ahhhh! Che meraviglia! Era da un po’ che non ne fumavo una. Esattamente da un’ora, da prima che arrivasse qui mia madre. Sì, avete capito bene: quella santa donna di mia madre.
Non l’avete vista? Ma come? Era qui, fino a dieci minuti fa, se n’è appena andata…
E allora vi siete persi uno spettacolo di donna. E’ già vecchiotta, sui cinquantacinque, ma si tiene bene.
Ve l’avevo detto che ho trent’anni? No, mi sa che non ve l’avevo detto.
Comunque, mia madre, dicevo, non approva che beva e che fumi, quindi mi sono dovuto trattenere fino a che è stata qui. Mica che abbia paura di lei, no, però mi dispiace se pensa male di me. E’ una salutista, è sempre stata fissata con l’igiene. Per lei sono astemio e non fumo.
E’ chiaro che fa finta di non sapere.
Pensavo che non mi avrebbe mai trovato in questo bar un po’ nascosto, da pokerino, ecco, non da happy hour come quelli che è abituata a frequentare lei con le sue amiche. Sono rimasto a bocca spalancata quando me la sono vista arrivare qui dentro. Una come lei qui, in questo, diciamocelo, letamaio! Non dovrebbe neanche passarci davanti.
Lì per lì ho pensato che ci fosse arrivata tramite una delle sue associazioni benefiche. E’ fissata, quella santa donna, fissata! Ha la mania di voler salvare tutti, soprattutto quelli che non conosce. Però la gente non sempre vuol essere salvata. C’è chi vuole sprofondare nella melma per scelta, non per sfortuna. E lei, no, si sente tanto angelo custode.
Ma così mi sto allontanando dalla storia che vi volevo raccontare.
Ho bisogno però di bere qualcosa: vi dispiace se ordino un bicchiere di vino rosso?
Insomma, dicevo, mia madre piomba qui, a colpo sicuro. Sapeva di trovarmi qui. E sapeva che mi avrebbe trovato in compagnia.
Come dite? Non l’avete vista la persona che era con me? E’ andata via cinque minuti prima che se ne andasse mia madre. Possibile? Oh, ma non avete visto niente, allora! Ok, finisco il racconto, manca poco, ormai. Prima sarà meglio che mi faccia portare due stuzzichini e l’intera bottiglia di questo miele rosso.
Vedete, io sono un attore. Sissignori, un attore di teatro. Off. Molto off. Però me la cavo, ho di che vivere, ho di che mangiare, ho di che bere. E mi diverto. Anzi, me la godo proprio. Ho un buco al Greenwich, un buco che più buco non si può, ma chissenefrega! Non ci sto mai. Mangio fuori, e spesso dormo fuori. Serve solo per cambiarmi la biancheria intima, quando salto tra un letto e l’altro.
Dicevo, dunque: mia madre. E’ venuta qui per dirmi che disapprovava. Oh, beh, detto da lei, non è una novità: disapprova tutto, a prescindere. Voleva che facessi l’avvocato. Ma ci pensate? L’avvocato io, come il mio imbalsamato padre! Da scompisciarsi dalle risate… No, non fa per me. Comunque sia, quella santa donna, senza neanche salutarmi ha cominciato tutta una sequela di rimproveri: e il tuo lavoro, e il tuo appartamento, e le tue relazioni sentimentali, bla bla bla…
Ha battuto soprattutto su quel punto. E naturalmente ne ha avute da dire anche per la persona al tavolo con me. Ora, l’amico in mia compagnia, di cui mi sfugge il nome, Michael? Gabriel? Raphael?, un Arcangelo, insomma, è un amico, ma con moderazione. No di certo fino al punto di sorbirsi le fisime di mia madre. Abbiamo passato la notte insieme, e basta. Di sicuro non lo rivedrò domani.
Insomma, lei pensava che fosse una specie di fidanzato, e intendeva fargli capire che non sarebbe mai stata la remissiva suocera di un gay, come si vedono nelle fiction in tv. Così se n’è andato velocemente.
In realtà di Michael o come si chiama non me ne frega niente. E’ carino, abbiamo fatto sesso.
Chiuso.
Ho dunque cercato di farlo capire a mia madre, che non ho un fidanzato fisso, e che li cambio tutte le sere, o quasi.
Pensavo svenisse, stecchita, qui, su questo pavimento. Il suo Chanel si sarebbe sciolto, al contatto del suolo lercio.
Se n’è andata senza salutarmi, come era venuta.
Starà già pensando a quale Associazione rivolgersi per salvarmi.
Beh, che volete che vi dica, lei è fatta così.
Io sono fatto così. E non voglio essere salvato.
Dovrà farsene una ragione.
E meno male che non avevo ancora ordinato il vino.

*****

Racconto “Bevomangiofumo” scritto da Michela Tognotti
scelto da DuediRipicca
per la rubrica “I Lunedì di LuccAutori”

Opera pittorica  “Alcuni cerchi”- Wassily Kandisky -1926

Potete acquistare il volume dei racconti vincitori del Premio
“Racconti nella Rete 2016” edito da Nottetempo, a cura di Demetrio Brandi, in tutte le librerie a distribuzione nazionale oppure on line al link di seguito:

http://www.edizioninottetempo.it/it/prodotto/racconti-nella-rete-2016

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