365 giorni, Libroarbitrio

“Quiché” poesia Maya

nebulosa

Questa è la narrazione
di come tutto stesse nello spazio,
tutto nella quiete e nel silenzio;
immobile tutto, e nel silenzio,
mentre era vuota l’immensità del cielo.

Questa è la prima narrazione,
il primo racconto.

Ancora non c’era un uomo,
né un animale, o volatili o pesci,
crostacei, alberi,
pietre, caverne, precipizi,
né erbe né boschi.

Solo il cielo esisteva.

Non c’era nessun indizio di terra,
ma soltanto il mare tranquillo,
e il cielo nella sua totale estensione.

 Nulla c’era di raggruppato, che emettesse un suono,
né cosa alcuna che si muovesse,
né si agitasse,
né producesse rumore nel cielo.

Popolo Vub

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