Antonin Artaud “Poeta nero”

Roma 2 dicembre 2013

Antonin Artaud

Ti assilla un seno di vergine,
poeta nero,
poeta inacidito, mentre la vita bolle
e la città arde,
e il cielo si riassorbe in pioggia,
e la tua penna graffia al cuore della vita.

Foresta, foresta brulicante d’occhi
sui pinoli disseminati;
chiome di bufera, i poeti
inforcano cavalli e cani.

Gli occhi si infuriano, le lingue girano
il cielo fluisce nelle narici
come un latte nutriente e azzurro;
io sono appeso alle vostre bocche
donne, aspri cuori di aceto.

Amore

E l’amore? Occorre lavarsi
da questa sporcizia ereditaria
dove i nostri pidocchi astrali
continuano a spaparanzarsi

L’organo, l’organo che percuote il vento
la risacca del mare furioso
sono come la melodia profonda
di questo sogno sconcertante

Di Lei, di noi o di quest’anima
che invitammo al banchetto
voi diteci chi è l’ingannato
o Ispiratore delle infamie

Colei che dorme nel mio letto
e spartisce l’aria della mia camera
può giocarsi a dadi sul tavolo
il cielo stesso della mia mente.

 Traduzione di Pasquale Di Palmo

A domani
Lié Larousse

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