Robert Walser: ironico dalla piccola prosa in poesia

Roma 11 ottobre 2013

Robert Walser

Pioggia  leggera

Cadeva la pioggia, leggera, leggera

(in una maniera,

che con tutta la mia buona volontà

non riuscirò a dirvi)

su quel grand’uomo dignitoso e pacato,

di genio illuminato,

di fama incoronato,

che stava lì serio e sovrano

tenendo(…) in mano.

Mentre la sua consorte il caffè beve

sui monti c’era, eterna, la neve,

la vedevano chiaramente.

Lui la guardava crudelmente,

freddo ed elegante,

giovane e vecchio, affascinante.

Il grand’uomo mise le mani nelle tasche

e poi gettò uno sguardo fugace

sulla propria attività fino a quel giorno,

al sanatorio c’erano betulle tutt’intorno

e frusciavano.

“Contemplazione”

I libri eran già stati tutti scritti,

ogni azione sembrava già compiuta.

Ogni cosa dai suoi begli occhi veduta

nasceva da fatiche precedenti.

Le case, i ponti e la ferrovia

eran certo notevoli scoperte.

Lui pensava all’impavido Laerte,

a Lohengrin e al suo cigno così mite,

ed ogni cosa grande era ormai fatta,

nata in un lontanissimo passato.

Fu visto cavalcare a perdifiato.

La vita stava a riva come una chiatta

che non sa più cullarsi, scivolare.

Da “Poesia”, n.50, aprile 1992, traduzione di Renata Buzzo Màgari

A domani

LL

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