“La notte” di Dino Campana

Roma 3 ottobre 2013

…Ma quale incubo gravava ancora su tutta la mia giovinezza?
O i baci vani della fanciulla che lavava,
lavava  e cantava nella neve delle bianche Alpi! ( le lagrime
salirono ai miei occhi al ricordo).
Riudivo il torrente ancora lontano: crosciava bagnando antiche città desolate,
lunghe vie silenziose, deserte come dopo un saccheggio.
Un calore dorato nell’ombra della stanza presente, una chioma profusa,
un corpo rantolante procubo nella notte mistica dell’antico animale umano.
Dormiva l’ancella dimentica nei suoi sogni oscuri:
come un’icona bizantina,
come un mito arabesco imbiancava in fondo
il pallore incerto della tenda.

A domani

LL

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