365 giorni, Libroarbitrio

Uno dei poeti maledetti: Stéphane Mallarmé

Roma 11 luglio 2013

Risveglio

Una primavera malata tristemente ha cacciato

il lucido inverno, stagione dell’arte serena,

e nel mio essere che un cupo sangue sostiene

l’impotenza si stira in un lungo sbadiglio.

Crepuscoli bianchi si scaldano sotto il mio cranio,

un cerchio di ferro lo stringe come vecchio sepolcro,

triste vado errando e inseguo un vago sogno

nei campi ove la linfa sterminata si pavoneggia.

Poi cado snervato dai profumi degli alberi, stanco,

e con la faccia scavo una fossa al mio sogno,

mordo la terra calda dove sbocciano i lillà,

e sprofondo aspettando che la mia noia si alzi…

– Eppure ride l’Azzurro sopra la siepe, e fiori

d’uccelli si svegliano e cantano al sole.

di

Stéphane Mallarmé

A domani

LL