365 giorni, Libroarbitrio

La poesia giocosa e il ditirambo

Roma 22 aprile 2013

La poesia che fu chiamata giocosa e che nel Seicento continuava la tradizione cinquecentesca consacrata dal Berni  e dai berneschi, invade ogni ambiente italiano anche se trova un suo centro a Firenze.

Quella che era stata già precedentemente la varietà e la libertà linguistica di questo genere si continua e spesso si esaurisce e ricade su se stessa. Il burlesco diventa gergale nelle tre forme della lingua fidenziana, ionadattica e dei leporeambi.

Fidenziana: è una lingua mista di latino e volgare come caricatura pedantesca .

Ionadattica: è la lingua talvolta adoperata come elemento fra i tanti autori burleschi come il Lippi.

Leoporeambi: Lodovico Leporeo, si vanta di aver inventato una nuova forma d’espressione un insieme di ricerca metrico-linguistica. Il suo verso diviso in piedi secondo alcune regole che risalgono alla metrica quantitativa e ripetono esperienze provenzali con rimalmezzo e bisticci, ricerca e suscita parole rare o addirittura create, come egli s’avvale, espressamente, come di seguito:

Vo a caccia e in traccia di parole e pescole

dal rio del cupo oblio, le purgo e inciscole.

A domani

LL