365 giorni, Libroarbitrio

L’ “Adone” di Giovan Battista Marino

Roma 3 aprile 2013

Dato il grande interesse che ha riscosso l’argomento di ieri sulla vita e le opere di Giovan Battista Marino, approfondiamo oggi la sua opera principale l’Adone.

Scritto in ottave, il poema trae spunto dalla vicenda mitologica di Venere e Adone. Il manoscritto narra di come Cupido, adirato con Venere per essere stato rapito, si vendica colpendola con una freccia che la fa innamorare di Adone, il giovane nato dall’unione incestuosa di Mirra con il padre.
Venere conduce Adone nel suo palazzo e lo avvia alla conoscenza dei sensi e a quella intellettuale.
I due amanti, susseguentemente, si sposano, ma Adone è costretto a fuggire per l’arrivo di Marte, geloso di Venere.
Quando, dopo lunghe peripezie, la dea e il giovane riescono a ricongiungersi , Adone muore a causa dell’aggressione di un cinghiale colpito da una freccia di Cupido. Venere trasforma il cuore dell’amato in un anemone, celebrando in modo grandioso il funerale e dando giochi in suo onore.

Marino amplia questa vicenda, inserendo digressioni narrative, che aggiungono storie, descrizioni, e nuovi racconti al mito.
Queste parti sono spesso legate tra loro da associazioni curiose e ardite, del tutto slegate dalla logica della narrazione.
In questo modo, Marino rompe, e si allontana, da quelle che sono le convenzioni del gusto rinascimentale.
Anche il tema, eroico e mitologico, si distanzia dalla storicità e dalla verosimiglianza, princìpi, solitamente raccomandati per il poema eroico, dalla precettistica cinquecentesca.

Ciò che è alla base di queste scelte è il gusto tipico dell’epoca Barocca che, accresciuto nello stile,  suscita anche nel Marino un approccio di richiesta di un interesse legato alla “meraviglia” che il lettore può scaturire dalla sua lettura, così come anche lo stupore, pertanto, l’Adone scatenerà nei contemporanei dell’epoca accesi dibattiti.

A domani

LL

 

2 pensieri su “L’ “Adone” di Giovan Battista Marino”

I commenti sono chiusi.