365 giorni, Libroarbitrio

La poesia di John Donne

Roma 24 marzo 2013

Con la passione e l’espressività, Donne, è riuscito a creare una poesia fitta di storie, ritmi, intrecci, sorprese, di immagini attinte dalla religione, dalla filosofia, dalla vita quotidiana, dalla scienza, per cogliere una verità inaspettata, per cercare somiglianze in cose diverse e raccontare da nuovi punti di vista temi eterni: amore sacro e profano, morte, passato e futuro, dolore e gioia.

Una poesia definita “metafisica” in senso denigratorio da Samuel Johnson -1777- e poi definitamente rivalutata nel Novecento.

Il genio di John Donne si manifestò in splendide poesie d’amore, in epistole, satire elegie, grandiosi sermoni. Nato a Londra in una famiglia cattolica nel 1572, nel trattato Pseudo-Martyr, dedicato al re Giacomo I nel 1610, scrisse:

” Vengo da una stirpe e un lignaggio tali che, credo, nessuna famiglia più della mia ha patito e sofferto nelle persone e nei beni per aver ubbidito  ai Maestri della Dottrina Romana”.

Donne crebbe in un ambiente colto, studiò ad Oxford e a Cambridge, ma, in quanto cattolico, non poté conseguire un diploma.  Per ottenere un titolo di studio, infatti, era necessario giurare fedeltà alla regina, capo della Chiesa inglese. Intraprese poi studi giuridici. Scriveva versi, e secondo testimonianze dell’epoca, era un “grande visitatore di Signore” e ” frequentatore” di teatri, dove venivano rappresentate anche le opere di Shakespeare. Desideroso di esperienze si recò all’estero e prese parte alle spedizioni navali del conte Essex contro Cadice e di Sir Raleigh verso le Azzorre. Nel 1598 divenne segretario di un alto funzionario, Sir Thomas Egerton, e ottenne un posto in Parlamento. Nel 1601 sposa segretamente Ann More, nipote sedicenne di Sir Egerton e figlia di un noto rappresentate della Camera dei Comuni, quando la notizia fu pubblica il poeta fu chiuso in carcere perdendo il lavoro. Negli anni successivo affiancato da amici e parenti andò all’estero dedicandosi agli studio. In questi anni difficili scrisse un trattato sul suicidio il Biathanatos. Successivamente si riavvicinò alla corte ed approfondì i suoi studi di greco, ebraico e teologia.

L’opera Pseudo-Martyr ufficializzò il suo sostegno alla fede anglicana e segnò l’inizio di un profondo cambiamento.

Dietro richiesta del re , nel 1615 prese i voti, e fu nominato cappellano, ottenne una laurea in honorem in teologia all’Università di Cambridge. Nel 1617 la moglie Ann muore durante il suo dodicesimo parto. Donne continuò l’attività di culto in vita solitaria prendendosi cura dei figli.

Nel 1631, gravemente malato, pronuncia il suo ultimo sermone, Death’s Duell, davanti alla corte. Muore il 31 marzo dello stesso anno.

Le sue poesie furono pubblicate due anni dopo la sua morte.

A domani

LL

 

Testo di lettura:
Poesia, Vita di poeti, Fondazione Poesia Onlus