365 giorni, Libroarbitrio

Miguel de Cervantes Saavedra: l’autodidatta.

Roma 11 marzo 2013

Miguel de Cervantes nasce in una  famiglia semplice, al suo seguito trascorre la sua giovinezza vagando da una città all’altra senza poter radicare i suoi studi in approfondimenti e costanza pertanto tutto ciò che lo riguarda è stato tramandato a noi oggi grazie ai prologhi ch’egli antepone alle sue opere, nei quali apre confidenzialmente il suo animo al lettore.

Sono datati 1568 i primi versi alla memoria della regina Isabella di Valois dedicati, con un intenso legame alla figura di Lopez de Hoyos approcciatosi alla corrente di pensiero erasmiana.

Cervantes, spinto da un’insaziabile passione per la lettura e la conoscenza di ogni sapere, è caratterizzato da una profonda e vasta cultura umanistica in una forma di autodidattismo: si racconta che leggesse ogni pezzetto di carta che trovava per le strade sconosciute da lui percorse.

Nel 1569, per sfuggire ad un arresto dovuto ad una rissa ove egli fu accusato di aver ferito Antonio Sugura, si trasferisce in Italia. Trascorrerà i primi sei anni a Roma prestando servizio per il cardinale Giulio Acquaviva, poi a Napoli ed infine conoscerà le due isole Sardegna e Sicilia. Non si sottrarrà dal divenire soldato per l’esercito spagnolo e parteciperà, a bordo della galera veneziana La Marchesa, alla decisiva battaglia navale di Lepanto, tuttavia le gravi ferite riportate durante il conflitto lo renderanno per sempre storpio. Quattro anni dopo sarà vittima di atroci sofferenze psichiche e fisiche durante la prigionia ad Algeri.

Nel 1580 ritorna in patria, dove riprende la produzione letteraria, prima con il teatro poi si lascerà affascinare dalla via romanzesca. La prima opera pubblicata, da un piccolo editore, è Galatea prima parte di un romanzo pastorale in prosa e versi.
Non ottiene però positivi riscontri dalla critica.  La delusione è così forte da decidere di abbandonare la scrittura. Nel 1584 sposa la giovane Catalina Salazar, nata e vissuta a Esquivias villaggio della Mancia toledana, (quest’ultimo sarà il paese di Don Chisciotte).

Agli inizi del Seicento viene pubblicata la prima parte di quello che sarà il suo grande capolavoro il Don Chisciotte . 

La critica ne sarà entusiasta fin da subito.

A domani

LL