365 giorni, Libroarbitrio

Va in scena la vita

Roma 7 marzo 2013

Teatro

Siamo agli inizi del secolo XVI e tutto a partire da adesso apparirà eccezionalmente teatrale. Il Seicento è il secolo che dona natali artistici a personaggi quali Shakespeare e Tirso da Molina. Questa è un epoca catalizzata dall’importanza del pubblico per il pubblico stesso che viene a porsi con vivo e d acuto interesse da critico artistico letterario, ma anche d’interprete dell’arte. Nasce così la figura dell’ “attore”. L’uomo del Seicento esige rappresentarsi e ritrovarsi partecipe dell’opera ponendosi al centro della scena, questo senso della recita, della rappresentazione e dello spettacolo trova espressione diretta in una particolare attività del tempo, cioè nella scenografia, elemento necessario della vita civile  e della vita religiosa e componente essenziale della poetica delle arti figurative, dall’architettura all’urbanistica, La scenografia diviene un nesso tra le differenti arti. Dagli spettatori questa forma scenica e la rappresentazione dell’opera attraverso l’attore viene percepita come interpretazione del mondo, come un modo per capire l’uomo e seguirlo nel suo agire e nel suo sentire. Così in Italia e nel resto dell’Europa si afferma la figura dell’attore come creatore ed interprete pertanto gli attori sono anche scrittori e gli scrittori divengono attori per la loro frequentazione del teatro, vivendolo e sentendolo stillano una nuova forma e un nuovo stile letterario – teatrale.

Gabrielle Tèllez

Il vero nome di Tirdo da Molina è Gabriele Tèllez, nato a Madrid nel 1584 ed entrato nell’Ordine della Mecede. La sua attività di drammaturgo, pur rendendolo celebre presso corti ed accademie, non è gradita dai suoi confratelli. Infatti una diffida del tribunale ecclesiastico lo invita a non scrivere più e lo induce a sospendere la sua attività che però non termina del tutto. Pubblicherà la prima delle cinque Partes che raccolgono i suoi lavori e che poi sarà completata  dalle successive quattro nella pubblicazione postuma fatta dal nipote Francisco Lucas de Avilla.  Il suo nome è reso celebre dal personaggio ripreso da un tema popolare il Don Juan “Don Giovanni” e alla sua tradizione nel teatro europeo. Tirso da Molina scrive soprattutto commedie a soggetto storico in cui spesso un personaggio rappresenta una virtù. Egli rifiuta le convenzioni del mondo cavalleresco, cortese , mitologico e pastorale, ma trae spunto e si occupa della realtà che lo circonda.

A domani

LL