365 giorni, Libroarbitrio

Recupero della Letteratura Antica

Roma 13 febbraio 2013

Auctores

Mentre il volgare italico trovava una sua vigorosa affermazione quale strumento letterario nei generi fondamentali dell’arte poetica, nell’ambito della cultura latina si modificava l’orientamento degli studi e lo stesso primato del latino veniva trasformandosi col progredire  degli interessi grammaticali e retorici  e con il recupero della poesia antica.

Questa trasformazione tendeva ad emarginare la cultura scolastica dominata dalla dialettica e dalle arti del quadrivio, per esaltare le arti “sermocinali”, quelle cioè che privilegiano il “sermo”, il “discorso”, la parola di cui la poesia sarebbe l’espressione più alta e compiuta. Assistiamo così ad una rivalutazione degli autori “antichi” e quindi del loro linguaggio, nello stesso tempo in cui si cerca di valorizzare la lingua moderna attribuendole le più alte funzioni sul piano intellettuale.

Non si tratta di una contraddizione, anche se il fenomeno si configurò talvolta in termini di conflitto. Dante trovò l’opposizione dei nuovi ammiratori degli “auctores”, Petrarca e Boccaccio nella loro età matura trascurarono la composizione in volgare, considerando più fruttuoso applicarsi ai temi e alle forme della cultura antica. Quel che in effetti si tentava di superare, era il linguaggio e la tematica della recente cultura scolastica, incentrata sui problemi tecnici della scienza, della filosofia e della teologia. E in questo tentativo convergono sia la ricerca espressiva del volgare sia lo studio e l’imitazione dei testi poetici, storici, morali dell’antichità cui si affiancava, secondo la prospettiva dell’epoca, anche la tradizione latino-cristiana.

Nella prima metà del Trecento l’incremento degli studi in questo senso si registra anzitutto nel Veneto, e particolarmente a Padova, sede di un gruppo di retori e poeti, che abbiamo visto fiorire dalla fine del secolo precedente in concomitanza con la dura lotta per l’indipendenza della città dalle mire di Ezzelino da Romano, e poi per impulso dei Carraresi presso i quali a metà del secolo si stabilisce il Petrarca.

A domani

LL