365 giorni, Libroarbitrio

Corrente degli Spirituali

1 febbraio 2013

Jacopone da Todi

Lo scontro fra l’aspirazione ad una religiosità nuova fondata sulla rinuncia ai beni terreni e il potere ecclesiastico che rafforza il suo inserimento nella realtà mondana costituisce un momento importante, centrale, nella vita e nella poesia di un grande poeta  appartenente alla corrente degli spirituali e incarcerato da Bonifacio: Jacopone da Todi. Jacopo di Benedetti – 1230/1306- proveniente dalle file della borghesia intellettuale, fu procuratore legale a Todi, nell’Umbria. Il suo orizzonte letterario è quello della poesia siciliana diffusasi verso la metà del secolo nell’area dell’Italia centrale, e sopratutto nella Toscana, dove la tradizione della lirica cortese si andava evolvendo in senso più consapevolmente retorico e spirituale. Ma una scelta  decisiva caratterizza la personalità letteraria di Jacopone. Egli si dedicò al genere lirico della “Lauda” dopo la conversazione, avvenuta nel 1269, e durante la sua militanza nell’ordine dei Minori, iniziata nel 1278, dopo anni trascorsi nella mendicità e nella penitenza.

Per saperne di più:
L’occasione di questa svolta nella vita di Jacopone pare fosse stata la morte accidentale della moglie e l’impressione ricevuta scoprendo ch’ella aveva portato nascostamente il cilicio.

La raccolta delle laude , venutasi a formare col tempo, ha una forte impronta unitaria dovuta alla intensa carica emotiva, mistica, spesso satirica e irruente che la pervade tutta, distinguendola dal più comune modello dei laudari. Vi traspare il singolare temperamento di Jacopone, che perfino nel gruppo degli spirituali si distingueva per il rigorismo, potremmo dire l’estremismo, ascetico e morale.

A domani

LL