365 giorni, Libroarbitrio

Movimenti Ereticali V

Roma 31 gennaio 2013

Il Cantico  delle Creature

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Il movimento francescano attraversò tuttavia  nel Duecento una evoluzione caratterizzata  da crisi e da lacerazioni. Il suo carattere subì una trasformazione profonda via via che l’ordine religioso si ampliava e penetrava nella società civile, via via che mutava la sua composizione sociale.

Un pizzico di storia:
Francesco d’Assisi, appartenente ad una famiglia mercantile, vive la sua giovinezza nell’Umbria agitata dalle lotte per il predominio fra chiesa, nobiltà e imperatore, e prende anche parte ad imprese militari. La sua formazione rispecchia l’egemonia della cultura provenzale e francese, l’idea cortese e cavalleresco diffuso dalla lirica  e dalla narrativa corrente. Ma la crisi spirituale che lo portò alla conversione nasce dalla meditazione sulle parole evangeliche, quelle che invitano a far penitenza abbandonando i bene del mondo, accostandosi e dedicandosi al soccorso degli umili, dei malati, degli infelici. Così nasce la scelta del Vangelo nelle sue opere e come concezione di vita proponendo la povertà, la scelta di condursi fra i lebbrosi, che rappresentano l’inizio, e quasi il simbolo, il punto di riferimento costante della sua opera acquisendo un significato profondamente rinnovatore: sono il rifiuto e il capovolgimento dei valori comuni. La stessa scelta della denominazione dell’ordine dei “frati minori” rimanda alla distinzione fra nobili e popolani (nobiles e minores).

Il suo modello di “ascetismo” risulta evidente nell’unico testo volgare che S.Francesco ci abbia lasciato, le Laudes creaturarum, altrimenti detto il Cantico di Frate Sole. Lo scrisse nel 1224, due anni prima di morire, esso è dunque contemporaneo alla fioritura della poesia siciliana e ai primi esperimenti, elaboratissimi, della scuola dei retori bolognesi, ma se ne distingue profondamente. Si tratta in effetti di un componimento singolare, un inno di lode a Dio, rimasto senza seguito nella lirica religiosa successiva, la quale preferirà sviluppare il tema laudativo nella forma della lirica corrente di argomento profano. Il cantico di San Francesco assume invece il modello biblico dei salmi, o quello evangelico  delle “beatitudini”, scandendo le lodi del Signore in una serie di versetti, il cui ritmo doveva essere modellato su quello del canto gregoriano adoperato per i testi sacri. L’anafora, l’alternarsi senza alcuno schema fisso, di rime e assonanze appartengono ai più tipici modi della prosa sacra, come pure la successione di membri brevi e giustapposti, che hanno un’andatura solenne, pur nell’estrema semplicità della struttura sintattica e lessicale. Si tratta di un esempio tra i più rari e notevoli di sermo humilis , ossia quel particolare stile della letteratura cristiana, che riesce a mettere in risalto proprio nell’umiltà delle forme la sublimità del  tema e del tono generale del componimento.

A domani

LL