365 giorni, Libroarbitrio

Le Origini II

Roma 8 gennaio 2013

Gn 1,1

Immagine

” In principio Dio creò il cielo e la terra” 

Nell’inno del primo capitolo della Genesi, Dio è l’unico attore. Entra in scena senza bisogno di alcuna presentazione. Il lettore, o l’ascoltatore, ha già avuto modo di conoscerlo altrove. La sua parola è un comando potente ed efficace, che fa essere immediatamente quanto è detto:

” Dio disse: Sia luce!. E la luce fu” 

Egli da nome al tempo, giorno e notte, e allo spazio, cielo, terra e mare. Ma la sua parola non ha interlocutori. E’ un grido che non ha risposta. Soltanto dopo la decisione di creare l’umanità  “a sua immagine, a sua somiglianza” , Dio trova un interlocutore che possa ascoltarlo. Solo allora, e per la prima volta, il testo della Genesi esprime un complemento per il discorso:

” Dio disse loro” 

La caratteristica singolare dell’uomo è infatti di essere uditore della parola divina. In altro linguaggio, potremmo dire che l’umanità si scopre simbolo aperto, capace di ascoltare e comprendere un dialogo già iniziato da Colui che l’ha chiamata all’esistenza. Il linguaggio della parola umana è il simbolo che permette di ascoltare, comprendere e rispondere alla parola divina, che rimarrebbe muta, indecifrabile e senza risposta.

Ora io mi permetto di prendere la distanza dal “divino” perché  in definitiva come abbiamo già studiato per la letteratura giullaresca il concetto di parola detta e quindi parola ascoltata è lo stesso tra cantore e pubblico, qui, dunque, tra Dio e il “primo uomo” da Egli creato.

Quindi soltanto la parola umana può esprimere il senso dell’esistenza in quanto veicolo e mediazione nella comunicazione.

In copertina:
‎”Caos” 
di: Silvia Faieta -Contemporary art-
46x62cm
penna biro su carta da acquerello-2006
www.silviafaieta.carbonmade.com
Photo by Maryrouge (www.maryrougephotoart.com)
A domani
LL